Cortina 2021. Piste e squadra maschile promosse e pieni voti, viabilità rinviata alle Olimpiadi

L'immagine scattata da Gabriele Facciotti dell’agenzia Pentaphoto e Associated Press vincitrice ex aequo del Photo Battle by Canon a Cortina 2021

CORTINA Hanno vinto lo sport e Cortina. Il bilancio della rassegna iridata ampezzana è sicuramente positivo. Cortina ha aspettato e rincorso i suoi Mondiali per anni. Li ha chiesti e richiesti, e ottenuti alla quinta candidatura. Il primo grande evento internazionale degli sport invernali organizzato in piena pandemia è stato promosso da tutti a pieni voti. Unico rammarico l’assenza di pubblico.

 

Cosa ha funzionato

Il protocollo anti Covid, con le persone accreditate suddivise in quattro “bolle” che non si incrociavano e sottoposte a tamponi continui, ha funzionato. Su oltre sei mila persone, solo 17 sono risultate positive e immediatamente allontanate. Non era scontato, considerato anche quanto è successo nelle tappe di Coppa, alcune come Wengen annullate per focolai in paese.

Le piste con i lavori eseguiti ai piedi delle Tofane sono state promosse a pieni voti. La Labirinti è stata teatro di uno slalom gigante che a detta di tutte le Federazioni è stato il più bello mai visto: un tracciato difficile, agonistico, che regala emozioni a chi scia e a chi assiste. Il team guidato da Alberto Ghezze ha fatto un lavoro straordinario. I primi giorni era nevicato abbondantemente. Negli ultimi invece le temperature si sono alzate. I tracciati sono però sempre risultati perfetti, all’altezza di un Mondiale.

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Cortina tutta e non solo: anche i Comuni della valle del Boite, si sono sentiti protagonisti dell’evento. La Regina delle Dolomiti si è vestita a festa, accogliendo gli atleti da 71 Paesi con un tripudio di bandiere, le foto degli sciatori sul Comun Vecio, i cancelletti di partenza disseminati in tutti i Comuni del Cadore, riproduzioni della mascotte Corty in tutti i negozi e negli hotel. Le immagini del Conca, innevata e stupenda, hanno regalato una pubblicità importante, soprattutto in termini di ripresa turistica post Covid.

In tanti hanno poi potuto lavorare nell’organizzazione. I maestri di sci che quest’anno sono fermi a causa della chiusura prolungata degli impianti hanno operato sui tracciati garantendosi un guadagno. Numerosi residenti sono stati impegnati nei servizi di ristorazione, nei trasporti, nell’accoglienza e altro.

Le frecce tricolori nel cielo sopra Cortina

Gli alberghi hanno riaperto ospitando atleti, staff e giornalisti. La sicurezza è stata garantita sia in ambito sanitario che sociale. A Cortina c’erano oltre 600 agenti a controllare da terra e dal cielo tutti i luoghi sensibili: dalle piste ai posti dedicati all’accoglienza, alle strade.

Agli atleti è mancato il pubblico, il calore dei fans, ma sono tutti rimasti contenti della valenza agonistica dell’organizzazione. Tanti anche i volontari. Con diverse mansioni, a centinaia hanno indossato la tutta azzurra di Cortina 2021 per portare il loro contributo alla riuscita della manifestazione. Giovani e meno giovani, non solo del team della Fondazione, ma anche della Protezione civile e delle altre organizzazioni.
Cortina 2021 si è chiusa ieri, i complimenti continuano ad arrivare, i ricordi di chi ha vissuto l’evento resteranno indelebili. Ora il pensiero corre già alle Olimpiadi del 2026. 

La nota stonata: viabilità impossibile

L’unica nota stonata dei Mondiali è il pessimo stato delle strade. Lo ha detto anche il presidente della Fisi, Flavio Roda. Salendo a Cortina non si possono non notare e soprattutto sentire le buche continue sull’asfalto. L’unica criticità che resta sul tavolo a mondiali finiti è quella legata alla mobilità. Durate i quattordici giorni dei mondiali non ci sono stati ingorghi. Le lamentele sono arrivate da alcuni lavoratori, perché la maggior parte dei parcheggi di Cortina sono stati occupati dalla Fondazione. Se l’evento fosse stato con il pubblico sarebbero arrivate 120 mila persone in due settimane, e allora sì che la viabilità sarebbe stata un problema. L’assenza di parcheggi e la mancanza di strade adeguate si sarebbe fatta sentire.

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Già ieri sera, come avvenuto domenica scorsa, la colonna di rientro era lunghissima. La viabilità, gli interventi sulla statale 51, le varianti ai centri abitati, non sono di competenza della Fondazione Cortina 2021 che doveva organizzare i Mondiali e lo ha fatto. La competenza per i lavori sull’Alemagna è di Anas, che per i Mondiali ha messo in campo diversi progetti, non ultimo un investimento da 27 milioni di euro per la smart road, ma le strade restano piene di buche e non sono adeguate ai grossi flussi.

Da Belluno c’è poi chi ha lamentato che nel capoluogo non ci fosse traccia di bandiere o manifesti che promuovessero l’evento. Ma se ci fosse stato il pubblico, l’intera provincia sarebbe stata coinvolta. I bambini e ragazzi delle scuole dovevano essere presenti alle gare e sarebbero stati accompagnatati con corriere a loro dedicate. Anche per i residenti erano previsti bus diretti a Cortina. Il Covid ha annullato tutti i progetti di coinvolgimento delle persone, dai trasporti agli eventi collaterali che ogni giorno avrebbero riempito le piazze.

Il bilancio sportivo: luci ed ombre, bene gli uomini

Sotto il punto di vista sportivo è stato un mondiale tra luci ed ombre. Il bilancio è affidato a Flavio Roda, presidente federale che, prima dell'infortunio della Goggia, aveva dato come obiettivo quattro medaglie mentre sono arrivati un oro e un argento. «Di positivo - dice - c’è sicuramente il settore tecnico maschile che era in difficoltà, ma che si è comportato bene. I ragazzi sono sempre stati in gara, lo hanno dimostrato in gigante con la splendida medaglia di De Aliprandini e con il quarto posto di Vinatzer. Dalla discesa libera ci aspettavamo sicuramente di più, inutile negarlo, ma tutti gli atleti sono stati in gara e questo va sottolineato». 

Il settore femminile non ha brillato. «E' arrivata una bellissima medaglia d’oro di Bassino - aggiunge Roda - ma ci aspettavamo anche altre medaglie. Forse l’infortunio di Sofia a pochi giorni dal Mondiale di ha penalizzati. È stata detta anche qualche parola in più che non serviva, si doveva forse pensare di più a stare con i piedi sugli sci. Certamente mi aspettavo più medaglie, sono sincero. Ma ad un Mondiale si devono accettare i risultati. È importante che i nostri atleti ci abbiano provato».

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Tra luci ed ombre un bilancio che, dunque, non è del tutto negativo. «Non è tutto negativo», conclude Roda, «certo avremmo voluto qualche medaglia in più. Ma è stato un grande Mondiale, organizzato molto bene in piena pandemia. Si è visto un grandissimo spettacolo sportivo. L’Italia c’è e i nostri atleti lo hanno dimostrato, ma nei gradi eventi fa sempre fatica ad emergere, a mostrare al mondo quanto vale. Prendiamo quanto di buono si è visto qui a Cortina e continuiamo a lavorare». 

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