Il pediatra Risdonne: «Guardia alta sui contagi tra i giovani»

Il rappresentante dei medici dei bimbi: «Siamo distanti dai picchi, ma vediamo una leggera ripartenza»

BELLUNO. «Non siamo neanche lontanamente vicini ai picchi di novembre e dicembre, quando tra i miei pazienti avevo anche 26 positivi contemporaneamente». A parlare è il pediatra Gianpaolo Risdonne, rappresentante dei pediatri bellunesi, uno dei sei che lavorano tra Belluno, Alpago e Longaronese. In questi giorni si sta tornando a parlare di allarme per il ritorno dei contagi tra i giovani e i giovanissimi.

Ma la situazione al momento nel Bellunese, spiega il medico, è sotto controllo anche se, è questo il monito che abbiamo sentito tante volte in quest’anno di Covid, “occorre tenere alta la guardia”.


«Dopo una primavera praticamente senza casi, per quanto mi riguarda, a novembre e dicembre abbiamo toccato il picco di 60 bambini e ragazzi da 0 a 14 anni positivi al Covid. Per fortuna si è trattato per il 90 per cento di casi asintomatici e per il resto con sintomi lievi. So comunque di colleghi e colleghe del Comelico, del Cadore e dell’Alpago che hanno avuto in totale fino a 80 bambini positivi. Ci sono stati focolai pesanti, con la chiusura di classi e scuole».

Sono dati molto superiori a quanto accaduto nel resto del Veneto. Giusto ieri il rappresentante dei pediatri veneziani, Vito Francesco D’Amanti, parlava di 34 casi di positivi nel suo ambulatorio da ottobre ad oggi: molti meno dei casi registrati negli ambulatori del Bellunese: «Siamo stati a lungo la provincia con il maggior numero di positivi in Veneto e il Veneto era tra le regioni messe peggio», aggiunge Risdonne.

Ed ora? «La situazione è molto migliorata. Per alcuni giorni non ho avuto alcun positivo tra i miei piccoli pazienti. Adesso ho notato un leggero aumento, ne ho cinque. Ma siamo tanto lontani da quello che è accaduto tra novembre e dicembre anche nella città di Belluno».

L’aumento dei casi è cominciato negli ultimi giorni, dopo che dieci, quindici giorni fa si era toccato il minimo. «Per capire la differenza con l’autunno basta vedere anche l’attività dei drive – in che alcuni mesi fa erano attivi sulle 24 ore e adesso solo al mattino».

Pochi casi, quelli attuali, tra i più giovani che vogliono dire comunque una ripresa dei controlli nelle scuole. È proprio di ieri la notizia di un operatore scolastico positivo in una scuola dell’Alto Bellunese. Che la situazione vada tenuta sotto stretto controllo lo ha sottolineato nella consueta conferenza stampa di ieri anche il governatore Zaia che ha dovuto registrare il primo giorno di risalita dei contagi dopo due mesi di calo, ma soprattutto la risalita dei ricoveri, anche gravi negli ospedali. E fuori dai confini regionali, basta vedere quello che succede a Brescia che da ieri ha tutte le scuole chiuse, dai nidi alle Università. —

Marcella Corrà

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