Impianti e scuole pressati dai mutui «La Castelli ora riprenda i ristori»

Sospiro di sollievo nel mondo dello sci con la conferma al Mef della sottosegretaria del governo Conte

BELLUNO

Sospiro di sollievo, ieri sera, tra gli impiantisti dello sci alla notizia che Laura Castelli è stata confermata sottosegretaria al Mef. «È l’esponente del Governo Conte che ha predisposto il pacchetto-ristori per il mondo dello sci, capendo subito quali erano i nostri problemi. Adesso ci auguriamo» afferma Renzo Minella, presidente Anef «che subito riprenda in mano il dossier e lo riporti all’immediata approvazione».


Sono 400 i milioni che dovrebbero arrivare alle società funiviarie (e di telecabine, seggiovie, sciovie), oltre 50 milioni ai maestri di sci, una quota non definita ai noleggiatori, albergatori ed altri operatori. Bisogna fare in fretta – insiste Minella – perché abbiamo problemi con le banche. «Da un anno non incassiamo un euro, salvo qualche centinaia di migliaia di euro l’estate scorsa. Abbiamo pagato il personale in organico, da dicembre stiamo preparando le piste. Ricorriamo già a prestiti bancari per le paghe e incombe il problema dei mutui: la proroga non è riconosciuta da tutti gli istituti. In questo senso ci sono dei problemi anche per le norme Ue».

Le società danno per scontata la conclusione della stagione, peraltro mai iniziata. Lo stop formale allo sci finisce il 5 marzo, ma è improbabile che non venga prorogato. Lo sarà anche il Dpcm che porta quella data e che verrà posticipato al 5 aprile, come ha annunciato il ministro Speranza. Ieri in Alto Adige si è diffusa l’indiscrezione di una possibile apertura il 18 marzo; vi sarebbero interessati anche alcuni impianti del Superski Dolomiti. «Sia come sia, quando ci daranno il via» anticipa Cristian Moretti di Alleghe Funivie «noi ci saremo, perché la neve fino a Pasqua ci sarà». «Non è escluso che ci sia anche qualche altro, ma se non arrivano i ristori» insiste Minella «non so se avremo la forza di aprire davvero».

Ristori attesi con ansia dai maestri di sci e soprattutto – come fa osservare Fulvio Vald, direttore a Falcade – dalle scuole di sci. Sono ben 32 in provincia, ognuna ha spese (in personale ed affitti) intorno ai 60-70 mila euro di media l’anno; maggiori i costi per quelle realtà, come a Cortina, con 150 maestri. «Anche noi dobbiamo rivolgerci alle banche e non troviamo la disponibilità dei primi tempi, perché da troppo tempo si attendono i ristori e questi non arrivano. Non possiamo continuare con la comprensione di chi ci affitta le sedi. E abbiamo tutti carichi importanti di famiglia».

Ieri mattina il senatore Luca De Carlo ha incontrato, con altri di Fdi, rappresentanti e categorie per ascoltare le proposte e portarle all’attenzione del governo. «La situazione rischia di diventare catastrofica, con danni irrecuperabili che possono dare il colpo di grazia a un pezzo dell’economia nazionale e ad una parte del nostro territorio. Servono immediati risarcimenti per il settore. Basta con l’assurdo sistema codici Ateco: gli indennizzi vanno calcolati sulla media del fatturato dei tre anni precedenti, anche per ammortizzare gli ingenti costi fissi che gravano sugli impianti, benchè fermi». —

Francesco Dal Mas

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi