«Datemi uno skipass o spacco gli impianti» reato estinto in appello

ALLEGHE

Tentata estorsione per uno skipass gratis. Giuseppe Rudatis, il Barone delle Dolomiti, era stato condannato a due anni e sei mesi in primo grado (cinque anni e duemila euro di multa la richiesta del pubblico ministero Rossi), ma a undici anni dai fatti contestati l’avvocato difensore Silvia Dolif ha ottenuto la prescrizione del reato, previa l’esclusione della recidiva.


La minaccia era stata: «Sennò spacco gli impianti». Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, Rudatis si era presentato negli uffici di Alleghe Funivie, ma non per comprare una tessera stagionale necessaria a salire sulle piste e sciare, come fanno tutti gli appassionati della neve. Ha chiamato in disparte il socio e dipendente Cristian Moretti, minacciandolo apertamente: «Il 24 voi non aprite l’impianto, perché vi buco le gomme a monte e a valle della cabinovia, non ho nulla da perdere, se non mi dai uno stagionale Superski. Non sto scherzando».

Rudatis aveva reso delle brevi dichiarazioni spontanee al giudice Coniglio: «Avevo lavorato per Alleghe Funivie nel soccorso piste e ho soltanto chiesto di tornare all’opera, dopo un periodo dedicato alle cure mediche. Diciamo ce avevo semplicemente bisogno di lavorare».

Quanto al presidente di Alleghe Funivie, Sergio Pra, aveva già avuto qualche problema in passato con Rudatis ed era convinto che non ci dovesse essere alcun regalo, soprattutto di fronte a una minaccia così pesante. Nessuno degli sciatori ha mai avuto un dono così importante, tanto meno per l’intero Dolomiti Superski.

Una volta finita la stagione invernale, Moretti aveva provveduto a ritirare la querela, ma la tentata estorsione è procedibile d’ufficio, di conseguenza il processo è andato avanti fino alla sentenza di condanna. In Appello, l’inesorabile prescrizione. Il reato è estinto, perché è passato troppo tempo. —



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