Donazione di tessuti: da una tragedia ecco il gesto d’amore

L’équipe di riferimento è arrivata al “Santa Maria del Prato” di Feltre per l’espianto. Recuperate valvole cardiache, pelle, ossa e vene 

FELTRE. Un gesto di grande generosità nella immane tragedia di una morte prematura, è quello espresso dai familiari di un giovane, che hanno dato il consenso alla donazione dei tessuti. L’uomo che si è tolto la vita, è stato trovato dalla moglie nel cuore della notte di qualche giorno fa. Una volta ottenuto il nulla osta da parte della Procura, la moglie è stata contattata dai referenti del coordnamento locale trapianti e ha dato il consenso al prelievo. Non si è potuto fare il prelievo multiorgano dato che il cuore aveva smesso di battere da troppo tempo, ma si sono potuti espiantare, a cura dell’équipe di riferimento regionale, pelle, valvole cardiache, ossa e vene.

Il Covid ha interrotto, o rallentato, le procedure per l’espianto di organi e tessuti che nell’ultimo anno sono calate vertiginosamente. Ma già prima della pandemia, si assisteva a un decremento progressivo di prelievi multiorgano, decremento in linea con il trend nazionale come si evidenzia dal Santa Maria del Prato. L’ultimo prelievo multiorgano effettuato all’ospedale di Feltre risale al 2019, è stato quello di una signora di 75 anni in condizione accertata di morte cerebrale a seguito di emorragia.


Ma la sensibilità alla donazione, testimoniata anche da questo ultimo caso, resta alta. Anche alle persone decedute viene fatto il tampone molecolare che ha la stessa attendibilità fra persone in vita. In caso di negatività, il corpo viene trasferito in sala operatoria per l’espianto di organi solidi. Nel caso invece di prelievo di tessuti, a tampone effettuato, si utilizza la cosiddetta camera settoria, in obitorio. Il coordinamento regionale trapianti ha fatto in tempi recenti la scelta di non fornire informazioni sulle specifiche donazioni di organi per proteggere donatori e riceventi da possibili rintracciamenti con la complicità dei social.

Alle stesse famiglie dei donatori viene trasmessa entro un mese o poco più una lettera di ringraziamento per la generosità del consenso con una brevissima informativa sulla compatibilità o meno di organi e tessuti donati, cioè sul buon fine dell’operazione. Nonostante il numero di prelievi multiorgano sia limitato per l’assenza di alte specialità, come neurochirurgia e cardiochirurgia, il Santa Maria del Prato, grazie all’azione incisiva di sensibilizzazione dell’anestesista Nigi Facchin, che in quegli anni era stato coordinatore locale trapianti, è stato in vetta per anni e anni a livello di donazione di tessuto sia da viventi (safene e ossa) che da deceduti (cornee, bulbi e valvole cardiache) rispetto alle cliniche universitarie del Veneto e persino del Policlinico di Milano. —

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