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Troppi incidenti con cervi e caprioli: in arrivo i corridoi faunistici

Un cervo investito da un'auto

Accordo fra la Provincia di Belluno e Veneto strade per la sicurezza. Nei punti critici saranno realizzati cavalcavia e sottopassi

BELLUNO. In provincia di Belluno viene investito un cervo o un capriolo al giorno. Gli ultimi dati, infatti, dicono che ogni anno si registrano fra i 340 e i 380 incidenti che coinvolgono cervi, caprioli e altri animali selvatici. I punti critici sono noti: Candaten, Anzù, Busche, Acquabona, solo per citare i principali. Sulla Sp1 a Belluno, invece, il problema è stato risolto, grazie al sottopassaggio realizzato nell’ambito del progetto di allargamento della provinciale.

Eccola, la soluzione: i corridoi faunistici, cavalcavia e sottopassi che esistono in molte zone d’Europa e che hanno dato ottimi risultati sotto il profilo della sicurezza. Degli automobilisti e degli animali.


I corridoi faunistici saranno presto una realtà anche nel Bellunese. Provincia e Veneto Strade hanno infatti deciso di inserire all’interno del piano di manutenzione della rete stradale alcuni progetti puntuali per la realizzazione di attraversamenti dedicati alla fauna selvatica.

Troppi incidenti

L’ultimo censimento dice che gli ungulati in provincia sono circa 34 mila. E negli ultimi vent’anni sono aumentati in maniera consistente gli investimenti di cervi e caprioli, ma anche di cinghiali ultimamente. Da qualche tempo Veneto Strade ha iniziato a sperimentare la creazione di particolari attraversamenti e sulla Sp1 hanno funzionato: «Era un punto nero, c’erano investimenti continui di cervi e caprioli», spiega il consigliere provinciale delegato alla gestione faunistica, Franco De Bon. «Con il sottopassaggio a Case Fagherazzi, alle porte di Levego, non si sono più registrati incidenti».


L'incontro

La mattina del 26 febbraio Provincia e Veneto strade si sono incontrate per affrontare il problema degli incidenti che coinvolgono gli animali selvatici. L’obiettivo è la sicurezza: degli automobilisti ma anche degli animali. L’incontro ha fissato la linea comune, vale a dire l’inserimento nel piano di manutenzione della rete stradale di progetti puntuali per la realizzazione di attraversamenti faunistici.

«All’interno dei lavori di manutenzione della viabilità, è doveroso trovare spazio anche per gli attraversamenti», continua De Bon. «Veneto Strade è molto sensibile al tema e ha già dimostrato grande collaborazione, anche annunciando un prossimo intervento a difesa degli anfibi, rane e rospi che soprattutto in primavera attraversano le strade per raggiungere gli specchi d’acqua».

Il primo intervento da Marziai

I punti precisi sui quali intervenire saranno individuati nei prossimi mesi, ma un attraversamento è già stato previsto dalla progettazione provinciale all’altezza di Marziai lungo la Sp 1. «Abbiamo già individuato il finanziamento», sottolinea il consigliere delegato alle infrastrutture, Fabio Luchetta. «Parallelamente, stiamo cercando di lavorare anche al taglio della vegetazione, in modo da aumentare la visibilità lungo le strade: le fasce di rispetto previste sono insufficienti a garantire condizioni di sicurezza, non solo per quanto riguarda la fauna selvatica, ma anche per la caduta piante».

«È per questo che stiamo cercando di sensibilizzare i privati che hanno proprietà a ridosso delle strade», conclude, «affinché provvedano anche a non lasciare fieno di sfalcio, che rischia di far avvicinare alla carreggiata gli animali selvatici. Nel frattempo anche Anas sta lavorando sui corridoi faunistici. Il nostro territorio ha bisogno di queste attenzioni, per garantire sicurezza e vivibilità». —




 

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