Sci, impianti fermi fino a dopo Pasqua Dal governo la parola fine alla stagione

La bozza del decreto è drastica, delusione tra gli operatori. Attesa per gli indennizzi, valutazioni sugli abbonamenti

/ belluno

Un’altra cocente delusione. Dopo i Mondiali di sci a Cortina e la Coppa del Mondo sul Passo Pellegrino, tanti coltivavano l’attesa del 6 marzo per l’apertura (almeno parziale) degli impianti di risalita, ma dalla bozza del nuovo Dpcm è arrivata una doccia gelata. L’intenzione è quella di prorogare lo stop, per la quarta volta, fino al 6 aprile, quindi dopo le festività di Pasqua.


la delusione

«Sì, siamo profondamente delusi», ammette Christian Moretti, direttore di Alleghe Funivie. «La stagione è finita prima ancora di incominciare. Dopo Pasqua, infatti, per noi significa comunque la chiusura, dal momento che la neve di solito comincia a non tenere. E in ogni caso, la clientela si sposta al mare o in collina». Tutti gli impianti del sistema Civetta, anche quelli della Val Zoldana, erano pronti ad aprire il 7 marzo, le piste battute, quindi con grandi spese di gestione della neve. Un vero peccato, perché anche ieri, al contrario, c’è stata folla ad Alleghe e a Pian di Pezzei, con le navette che ad un certo momento hanno sostituito le auto perché i parcheggi si erano esauriti.

«Dispiace veramente non poter dare risposta alle attese di tanti sciatori», afferma il presidente della società Sergio Pra, «e dispiace ancora di più immaginare le ricadute negative anche sul settore alberghiero, che aspettava con ansia proprio il 7 marzo». Fino a quest’oggi Falcade ed il San Pellegrino vivranno il clima festoso della Coppa del Mondo.

«Tutto ok, ma purtroppo non possiamo festeggiare, perché anche noi», conferma Renzo Minella, direttore del marketing della Ski Area e presidente dell’Anef, «progettavamo di aprire qualche impianto, anche per una responsabilità sociale nei confronti di tutto l’indotto. Se devo essere sincero, il nuovo stop non è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Però è evidente che adesso ci aspettiamo i ristori. Anzi, gli indennizzi. E subito».

l’attesa dei ristori

Per poter immaginare di aprire qualcosa dopo Pasqua, le piste dovrebbero essere comunque lavorate, almeno ogni due o tre giorni. Ma le società hanno già speso troppo in attesa della delusione. Mercoledì prossimo si riunirà in videoconferenza il Consiglio di amministrazione di Superski Dolomiti, il più grande hub al mondo di sci, 1.200 km di piste.

«È ovvio che il nuovo provvedimento, con l’ennesimo rinvio, è motivo di una forte delusione», ammette il presidente del super consorzio, Andy Varallo. «Non posso dire che eravamo tutti pronti ad aprire il 7 marzo, perché in Alto Adige c’è ancora il lockdown e problemi ci sono pure in Trentino. È vero, però, che i nostri amici del Bellunese si stavano preparando ad attivare qualche impianto. Ora chiuderemo tutto, definitivamente? Lo decideremo, appunto, mercoledì prossimo. Non so pertanto ancora dire se superate le feste di Pasqua, qualche società, avendone la possibilità, vorrà tentare qualche piccola apertura. La speranza è l’ultima a morire», conclude Andy Varallo.

il nodo abbonamenti

Nel vertice di mercoledì la governance del Superski Dolomiti deciderà anche in merito agli abbonamenti stagionali che erano stati sottoscritti per quest’inverno e non sono stati utilizzati. C’è chi ha proposto che possano essere validati già per il prossimo inverno, tanta è la voglia di rituffarsi in pista.

L’amarezza di queste ore è profonda soprattutto nei piccoli impianti, dal Nevegal al Monte Avena-Croce d’Aune, dal Col Agudo, sopra Auronzo, a Misurina, a San Vito di Cadore. Persistendo i confini regionali, proprio questi impiantisti speravano di poter dare la prima risposta ai pendolari dello sci. In queste settimane, invece, hanno dovuto limitarsi ad ospitare gli atleti della Fisi, i soci degli sci club.

L’amarezza più profonda la si coglie comunque a Cortina, dove si respira ancora l’atmosfera di successo dei Mondiali di sci e si immaginava che con la seconda settimana di marzo le piste si sarebbero comunque riempite di appassionati. Un’amarezza che gli operatori dello sci condividono con gli albergatori che si aspettavano un pre-Pasqua di recupero.

E adesso? «E adesso gli indennizzi», afferma il presidente Pra. «Indennizzi non solo per gli impianti, ma anche per tutte le altre attività che sono rimaste ferme. E che continueranno nell’inattività. Sono certo, infatti, che nei calcoli dei ristori si conterà la stagione persa nel suo complesso». —

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