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Il primario: «Non vedo lo spettro della terza ondata nel Bellunese». E spiega il perchè

Scaggiante del reparto di Malattie infettive registra un aumento dei ricoveri: «Se avessimo più quantità di siero in tre mesi saremmo fuori dal tunnel»

BELLUNO. Solo il vaccino ci salverà. Parola del primario delle Malattie infettive di Belluno, Renzo Scaggiante.
Di fronte ad un balzo in avanti in provincia dell’incidenza dei casi di positività passata, nel giro di un mese, da 67,8 a inizio febbraio a 139,6 ogni 100 mila abitanti in provincia, la vaccinazione resta l’unica via da seguire per uscire dal tunnel della pandemia.

«Abbiamo notato anche noi un leggero aumento dei ricoveri», commenta il primario del San Martino, «rispetto a due settimane fa. I nostri 12 posti letto sono sempre tutti occupati, ma per fortuna abbiamo ancora diversi posti liberi per pazienti Covid sia nei reparti subintensivi sia in Rianimazione. Pensiamo inoltre che il reparto di Medicina Covid è ancora chiuso».

Scaggiante evidenzia che nei pazienti attualmente ricoverati per Coronavirus i sintomi sono simili a quelli che vedeva nella seconda ondata: «Da parte nostra non abbiamo notato differenze per la presenza delle varianti». E poi aggiunge: «Certo tra i ricoverati ci sono persone più giovani, ma siamo di fronte ad un target che ricalca quello dei mesi scorsi: i più colpiti sono ancora gli anziani».

Scaggiante non se la sente di avallare le tesi per cui una terza ondata sarebbe in arrivo. «Io sono fiducioso», precisa, «d’altra parte il personale sanitario è vaccinato, i residenti e gli operatori delle case di riposo lo sono altrettanto, inoltre si stanno vaccinando gli over 80, e anche i lavoratori dei servizi essenziali. Si è partiti con l’immunizzazione dei malati oncologici, trapiantati e con problemi polmonari".

Quindi le categorie più fragili sono a posto. Sicuramente, però, la soluzione per contrastare il virus e le sue varianti è quello di accelerare sulla vaccinazione. Se avessimo vaccini sufficienti, in tre mesi potremo immunizzare tutta la popolazione. Infatti, si è visto che chi è vaccinato non contagia nè si ammala. Anche chi, pur vaccinato, ha una infezione asintomatica è poco contagioso. Io non vedo quindi una grossa epidemia in arrivo, e ancora meno lo sarà se si vaccinerà la popolazione».

All’ospedale malgrado quasi il 100% del personale sia vaccinato, si continua a sottoporlo periodicamente a tamponi. «È una forma di maggiore sicurezza. Comunque, gli operatori ora lavorano con più tranquillità, anche se le precauzioni finora assunte vanno mantenute. Con queste abbiamo respinto i contagi ma anche l’influenza». E poi parlando della buona stagione che avanza Scaggiante pensa che «potremo sperare in un’estate come quella passata dove i contagi erano minori anche per il maggior distanziamento tra le persone».

Il primario, quindi, guarda con ottimismo anche all’introduzione del nuovo vaccino Johnson&Johnson che entro metà marzo potrebbe ricevere il via libera dall’Ema. «Se arriverà anche questo siero che non è legato alla catena del freddo come molti di quelli attualmente in uso, potremmo pensare di avviare una campagna di profilassi a tappeto, facendo leva sull’apporto dei medici di medicina generale. Guardo quindi con fiducia al domani, e comunque, all’ospedale, voglio tranquillizzare le persone, non abbiamo mai mandato a casa nessuno, anche quando eravamo sovraccarichi di pazienti». —

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