Un fondo ad hoc per la montagna bellunese: pronti 600 milioni di euro per gli indennizzi

Dal decreto Sostegno le risorse per gli impiantisti. Anef soddisfatta per i criteri di ripartizione delle somme

BELLUNO. Il Decreto Sostegno metterà a disposizione della filiera-montagna 600 milioni di euro. Sono sufficienti? «Sì, se riguardano il solo settore degli impianti, o poche altre categorie», risponde Andy Varallo, presidente del Superski Dolomiti. «Assolutamente no se si riferiscono all’intero indotto, che vale almeno 12 milioni di euro».

Mercoledì Superski Dolomiti ha tenuto seduta (il consiglio di amministrazione), decidendo che «la stagione finisce qui». Anche se non sono escluse mini aperture dopo Pasqua, fino ai primi di maggio: del Faloria a Cortina, ma non solo.

«Abbiamo deciso di orientare ogni sforzo verso la stagione estiva», continua Varallo, «che non aprirà prima del solito, anche per la presenza di neve, ma sicuramente si prolungherà oltre settembre, in quanto prevediamo il ritorno anche dei turisti stranieri».

L’atteso Decreto Sostegno, che sostituisce il Ristori, dovrebbe materializzarsi la prossima settimana, anche se ieri alcune indiscrezioni davano i contributi in arrivo solo in aprile. «Alla luce delle notizie arrivate, esprimiamo un giudizio positivo innanzitutto perché il governo ha recepito in modo forte e concreto il grido d’aiuto della montagna», commentano Valeria Ghezzi e Renzo Minella, rispettivamente presidente nazionale e regionale degli impiantisti Anef. «Superando il sistema dei codici Ateco, tutti i professionisti e gli operatori del sistema turistico invernale potranno ricevere un indennizzo reale».

L’Anef si dichiara soddisfatta perché è stato stanziato un fondo ad hoc riservato agli impianti sciistici. «Un sostegno fondamentale per permettere alle aziende funiviarie di sopravvivere alla totale perdita dei ricavi di questa stagione».

Gli impiantisti auspicano che gli indennizzi vengano erogati con procedure che garantiscano un versamento diretto e immediato, evitando ulteriori perdite di tempo.

Il Decreto Sostegno prevede l'eliminazione del sistema di accesso alle risorse secondo il codice Ateco, indennizzi a imprese e professionisti con fatturato fino a 5 milioni, dimostrando la perdita del 33% della media mensile fatturato anno 2019 con la media mensile del fatturato 2020.

Ma, ritiene il presidente dell’Uncem Bussone, «sulle fasce di indennizzo, occorre fare di più e meglio». Finora sarebbe previsto un indennizzo del 30% della perdita fatturato per imprese e professioni con un fatturato di 100 mila euro annuo; il 25% della perdita di fatturato per imprese e professionisti con un fatturato da 101 mila a 400 mila euro all’anno; il 20% della perdita per imprese e professionisti con un fatturato da 401 mila a 1 milione euro annui; il 15% della perdita per chi fattura da 1 a 5 milioni di euro annui. «Si deve salire, partendo da almeno il 50% della perdita di fatturato», dice Bussone. «Lo dirò  al ministro dell’Economia e finanze».

«Ormai si stanno arrendendo tutti: da Arabba al Civetta al San Pellegrino, ma anche nelle altre regioni, in Trentino e in Friuli non c’è più speranza. Noi, invece, a Cortina-Faloria», conferma Enrico Ghezze, «valuteremo nel prossimo consiglio della società se sarà possibile aprire dopo la scadenza di questo Dpcm: dal 7 aprile in poi per un mese fino al 16 maggio».

Dopo di che, conclude «non ci resta che puntare sull'estate. Già a metà giugno contiamo di riaprire: l’anno scorso, dopo il lockdown, Cortina era affollata di turisti. Speriamo che si ripeta lo stesso anche la prossima estate». —


 

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