Gli universitari si mettono a disposizione: aiuteranno i ragazzi costretti a casa in Dad

Carlotta De Michiel, studentessa di terapia occupazionale, in aiuto ai bambini di Lorenzago

Lorenzago. Carlotta De Michiel ha lanciato “Studiamo insieme”: sarà ospitato in municipio un pomeriggio a settimana 

L’INIZIATIVA. Carlotta ha ventuno anni ed ha deciso di aiutare i bambini di Lorenzago alle prese con le difficoltà della didattica a distanza. “Studiamo insieme” è il nome del progetto pensato dal Comune di Lorenzago che si propone di assistere nello studio i ragazzi del paese. Il tutto in presenza e nel pieno rispetto delle normative anti Covid vigenti.

L’iniziativa è stata concentrata attorno ad un appuntamento settimanale, organizzato nella sala conferenze del municipio, al quale potranno partecipare un massimo di nove persone per ogni ora: dalle 15 alle 16 potranno studiare i ragazzi delle elementari, dalle 16 alle 17 quelli delle medie mentre dalle 17 alle 19 quelli di superiori ed universitari.

Il supporto sarà fornito da giovani universitari del posto, tutti volontari. Capofila sarà Carlotta De Michiel, ventunenne di Lorenzago che studia terapia occupazionale a Conegliano. È stata sua l’idea di fornire un aiuto agli studenti che in questo periodo brancolano nel buio alle prese con la didattica a distanza, ricca di insidie e difficoltà.

«L’ho sperimentato con mio fratello che studia alle superiori», racconta Carlotta. «Un universitario come me vive la didattica a distanza in maniera diversa considerato che ha già assunto una buona esperienza nello studio in autonomia, ma per uno studente di elementari, medie e superiori, il momento è davvero complicato. La didattica a distanza mina la comprensione ed al tempo stesso l’attenzione. Ci sono poi gli aspetti sociali, altrettanto importanti, ancor di più se si vive in paesi piccoli come può essere il nostro».

Come è nata l’idea di offrirti volontaria per un progetto di questo tipo?

«Sono studentessa anch’io, a Conegliano, dove seguo terapia occupazionale. Le relazioni con i bambini rappresentano un banco di prova anche per me, ho visto in questo progetto una possibilità di crescita professionale anche se non sono una maestra e non si tratta specificatamente di un qualcosa che ha molto a che fare con quello che spero sarà il mio lavoro. Però ho ritenuto importante offrire il mio contributo alla causa giovanile di Lorenzago. Studiare a distanza è un problema, farlo alternandolo con eventi in presenza come questo sono certa che potrà aiutare tutti ad alleviare le tensioni».

In cosa consisterà il progetto “Studiamo insieme”?

«I ragazzi di Lorenzago avranno la possibilità di recarsi in Municipio per studiare, ognuno con i propri libri. Lì troveranno me ed altri ragazzi come potenziale supporto. Se lo riterranno opportuno potranno chiederci aiuto, altrimenti potranno studiare da soli in un contesto diverso da quello casalingo».

Al progetto che prenderà il via giovedì, ci saranno anche altri studenti universitari di Lorenzago.

«Esatto, a disposizione c’è un gruppo di studenti. Spero di poter tornare presto a frequentare il mio corso di studi a Conegliano. Ad aprile mi aspetta un tirocinio molto importante. Tutti gli studenti, anche i più grandi che frequentano le università, hanno una grande voglia di tornare in classe. Lo studio in presenza facilita la socialità, la didattica a distanza può andar bene se alternata al ritorno in classe. Ci piacerebbe essere coinvolti di più nelle fasi decisionali». —



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