Acc, i sindacati nazionali si autoconvocano al ministero

Borgo Val Belluna: l’incontro dovrebbe avvenire il 26 marzo, intanto si attendono risposte da Roma. Il sindaco Stefano Cesa preoccupato: «Mel e l’Ideal Standard in consiglio»

BORGO VAL BELLUNA.  Mentre si attende che dal ministro Giancarlo Giorgetti arrivi una risposta alle richieste di incontro avanzate dai lavoratori di Acc, a Roma i segretari nazionali del comparto metalmeccanico hanno deciso di forzare la mano e «in assenza di risposte e di una formalizzazione di un incontro, venerdì 26 marzo alle 10 ci autoconvocheremo al ministero dello Sviluppo economico insieme ad una delegazione delle nostre strutture nazionali con l’obiettivo di essere ricevuti».

Nei giorni scorsi il ministro Giorgetti, durante l’audizione alla Commissione attività produttive alla Camera, ha precisato che «a fronte dell’esplosione di crisi aziendali», come riporta IlSole24ore «gli strumenti attuali non coprono per intero lo spettro delle necessità», per cui si lavora ad inserire nel decreto Sostegno un cambio della normativa per poter intervenire anche nelle aziende in amministrazione straordinaria.

Di fronte a queste parole, il segretario della Fiom Cgil, Stefano Bona si dice attendista. «Ulteriori forme di sostegno aprirebbero a nuove prospettive, ma di concreto in mano non abbiamo nulla, per cui con i colleghi di Fim e Uilm chiederemo un incontro la settimana prossima con il commissario Castro per capire come si andrà avanti con l’attività produttiva. Poi decideremo cosa fare. Non abbiamo intenzione, infatti, di mollare la presa e di stare con le mani in mano. Noi continueremo la nostra battaglia per salvare uno stabilimento che ha ordini, clienti e lavoro».

Anche il sindaco Stefano Cesa non intende mollare, anche perché di crisi lui se ne trova due da gestire nel suo comune: quella dell’Acc e quella dell’Ideal Standard. «La manifestazione di mercoledì è stata importante per la presenza anche della Regione, a testimonianza dell’intesa trasversale che esiste su Acc. Una intesa che chiede a gran forza un intervento, un segnale da parte dei ministeri competenti per un cambio di rotta rispetto al passato anche per l’avvio del piano Italcomp».

Cesa sottolinea poi come l’occupazione del municipio continuerà: «È un segnale dei lavoratori che oggi sono qui ma domani potrebbero occupare un altro palazzo». Cesa si dice comunque preoccupato per il futuro di Acc: «Ormai il tempo è finito, spero di interpretare il silenzio di governo come la volontà di voler parlare quando ci sono cose concrete, e mi auguro che ci sia qualche dichiarazione del ministro che possa darci soluzioni e speranze, non solo per la fabbrica di Mel ma anche per quella di Trichiana».

Il sindaco si riferisce all’Ideal Standard che si trova in difficoltà e annuncia che lunedì 22 marzo, durante il consiglio comunale, si parlerà di Acc, ma sarà ufficialmente dato il via al comitato di sorveglianza socio istituzionale per l’ex Ceramica, «così come avvenuto per Acc. Questo ordine del giorno poi dovrà essere sostenuto e votato anche dai comuni che hanno dei lavoratori in questa fabbrica».

Intanto è partita il 18 marzo la raccolta firme non solo all’Ideal Standard ma anche a Mel tra i lavoratori per chiedere con forza l’istituzione di un tavolo provinciale sulle crisi, voluto dai sindacati confederali. L’idea piace a Cesa e anche al presidente della Provincia, Roberto Padrin che si dice pronto a discutere «per risolvere queste crisi che, insieme anche con safilo, rischiano di mettere in difficoltà il nostro territorio». —

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