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Acc in salvo: gli aiuti nel Decreto Sostegni

Borgo Valbelluna, l’annuncio del ministro D’Incà: «Abbiamo assicurato continuità alla fabbrica per poi avviare Italcomp»

ORGO VALBELLUNA. «Continuità allo stabilimento di Mel grazie al Decreto Sostegni». A dare la buona notizia ieri sera è stato il ministro Federico D’Incà al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il provvedimento. Si apre così una speranza nella grande incertezza che domina il futuro di Acc. Ma i sindacati bellunesi invitano alla cautela e ricordano: «Mancano solo 13 giorni alla fine della liquidità di Acc: questi soldi promessi dal governo devono arrivare entro questo termine».

La novità del decreto


«Grazie a un importante provvedimento contenuto all’interno del Decreto Sostegni, lo stabilimento Acc di Mel può continuare a guardare al futuro e proseguire nel proprio percorso verso la nascita di Italcomp», spiega il ministro D’Incà che da settimane è sollecitato da lavoratori, sindacalisti, e istituzioni perché sblocchi la situazione.

Situazione che, come avevano ribadito l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan alla manifestazione di mercoledì a Susegana e ieri lo stesso titolare del ministero dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, «era bloccata dal fatto che gli strumenti attuali non coprono per intero lo spettro delle necessità in particolare nei casi in cui la crisi si manifesta nelle amministrazioni straordinarie», come è appunto la fabbrica di Mel.

Ma la novità contenuta nel Decreto Sostegni prevede «un’ulteriore modalità operativa di finanziamento basata sulla diretta concessione di prestiti alle aziende con 250 o più dipendenti», precisa il ministro di Trichiana, «e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. Sarà, quindi, creato un fondo che, in connessione con l’attuale situazione di emergenza legata al Covid, assicura alle imprese una continuità operativa grazie alla concessione di prestiti. Si tratta di finanziamenti agevolati, rimborsabili entro cinque anni».

In particolare, il fondo può concedere finanziamenti anche alle imprese in amministrazione straordinaria, come nel caso di Acc: «L’aiuto assicurerà la concessione di prestito diretto alla gestione corrente, alla riattivazione e al completamento di impianti, immobili e attrezzature ma anche per le altre misure indicate nel programma presentato», precisa il ministro per i Rapporti con il Parlamento, che aggiunge: «Questa norma permette quindi di superare il momento di difficoltà attraversato dall’azienda e si propone come alternativa al sistema bancario. Sono molto soddisfatto del risultato che rappresenta un’importante risposta da parte del Governo allo stabilimento di Mel. In queste settimane mi sono costantemente interfacciato con il ministro Giorgetti e con il collega dell’Economia Daniele Franco che ringrazio per l’attenzione e l’intenso lavoro svolto. Sono rimasto in contatto costante anche con il commissario Maurizio Castro, con gli amministratori del territorio, oltre all’unità di crisi del Mise e alla vice ministro Alessandra Todde, da sempre attiva nella nascita del progetto Italcomp».

D’Incà conclude evidenziando la fiducia del governo nel progetto del polo nazionale del compressore. «Sono vicino ai dipendenti e li ringrazio per la loro continua dedizione nei confronti dello stabilimento: un insieme di professionalità e competenze che meritano di essere valorizzate nell’intero progetto Italcomp».

Le reazioni sindacali

I sindacati si dicono cautamente ottimisti, ma attendono il testo originale e il passaggio ai fatti. «Bene che sia passato il decreto, ma mancano 13 giorni alla chiusura di Acc», commenta a caldo, il segretario della Uilm, Michele Ferraro. «Arriviamo da un periodo di silenzio che ha comportato tanta esasperazione. Ringraziamo D’Incà che tanto si è mosso per Acc, ma ora servono al più presto queste risorse perché i dipendenti stanno lavorando gratuitamente. Finché non ci sarà qualcosa di scritto evitiamo di cantare vittoria. Lo abbiamo fatto a settembre per il piano Italcomp e siamo ancora qua. Sicuramente si apre uno spiraglio di speranza». —

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