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Mistero dell’Ufo nel cielo del Centro Cadore. Un oggetto identico sbuca dagli archivi Usa

La foto dell'oggetto non identificato

A quasi un quarto di secolo dall’avvistamento a Calalzo, il testimone Giuseppe Giacomelli aggiunge dettagli alla vicenda 

IL MISTERO. Una “X Files” in salsa cadorina. L’iniziativa dell’associazione “Idea musica” di Vigo, venerdì su Facebook, ha riportato a galla l’episodio dell’avvistamento di un Ufo in Cadore. Ventiquattro anni dopo, lo studioso Giovanni De Donà ha riacceso la luce su quello che, nel 1997, fu un evento tanto discusso quanto affascinante: oggetti volanti non identificati nei cieli del Centro Cadore.

«Stiamo parlando di un evento accaduto nell’ottobre del 1997», racconta De Donà, «che attirò le attenzioni di tutti per mesi e mesi».


Protagonista, forse suo malgrado, fu un giovane di Calalzo, Giuseppe Giacomelli, che con la sua Polaroid immortalò, in pieno giorno, un oggetto volante nel cielo del paese.
 

Il filmato della Marina Usa con l’oggetto non identificato simile a quello visto a Calalzo

«Giuseppe è un ragazzo tranquillo, scevro da protagonismi», prosegue De Donà, «aveva tenuto per sé e per pochi intimi le foto che documentavano il fatto perché non voleva essere preso in giro dagli amici. A convincerlo a raccontare tutto furono il suo datore di lavoro, Antonio Iafrate, e soprattutto l’ufologo Antonio Chiumiento che certificò la bontà di quelle fotografie».

Giovanni De Donà


Lo stesso Giacomelli ha riavvolto il nastro dei ricordi, raccontando un quarto di secolo dopo quell’episodio. «Era un pomeriggio di ottobre, mentre stavo lavorando sul terrazzo di casa vicino alla chiesetta del Caravaggio, alzando lo sguardo nella valle tra Calalzo e Rizzios ho visto un oggetto che si muoveva nel cielo. All’inizio ho pensato si trattasse di un deltaplano o di una mongolfiera, perché non sentivo alcun rumore di motore. Poi, osservandolo meglio, ho notato la particolare forma circolare".

"L’oggetto avanzava lentamente, era di colore grigio scuro, quasi nero. Ho deciso allora di fotografarlo, sono corso in casa a prendere la mia Polaroid. Quando sono tornato sul terrazzo l’oggetto era ancora lì; ho scattato la foto e poi ho abbassato gli occhi sulla fotocamera per controllare che l’immagine stesse uscendo. Quando ho guardato nuovamente in cielo, il disco non c’era più. L’oggetto era molto grande, la foto non rende l’idea esatta delle dimensioni, tra 40 e 50 metri».

Nello stesso giorno Giuseppe vide nuovamente l’oggetto volante, appena sopra il torrente Molinà. «Fu una scena incredibile, la valle era illuminata da questo oggetto, sembrava un meteorite. Puntò diritto verso le Marmarole, si fermò un attimo, si sollevò per poi accelerare e sparire nella notte».

L’avvistamento di Giacomelli non fu l’unico: il sindaco di San Nicolò, Giancarlo Ianese, insieme alla figlia Cristina, la stessa sera del 16 ottobre 1997 vide una sfera luminosa muoversi sul monte Zovo. L’oggetto fu fotografato e contemporaneamente ripreso con la telecamera Vhs da Cristina.

Altre segnalazioni riguardarono Vigo e Casera Razzo. Ma c’è di più: una conferma della veridicità e delle parole e della foto di Giacomelli arriva dalla Marina militare statunitense. Sono stati appena desecretati alcuni filmati di oggetti volanti non identificati: uno, a sorpresa, è assolutamente la fotocopia di quello fotografato da Giacomelli a Calalzo.

«Resta il fatto, però, che anche in Cadore, come nel resto del mondo, certi fenomeni non trovano una spiegazione logica e scientifica», conclude De Donà. —


 

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