Belluno, i lavoratori donano un euro al mese per aiutare le famiglie in difficoltà

Siglato l’accordo fra Fondo Welfare, Confindustria e sindacati, coinvolto il settore del manifatturiero

BELLUNO. Un euro al mese per aiutare le famiglie bellunesi in difficoltà e rendere più forte lo strumento del Fondo Welfare. È stato siglato ieri in Provincia l’accordo tra ente, Confindustria e parti sociali che permetterà ai circa 25 mila lavoratori del settore manifatturiero sul territorio di autorizzare questa donazione che, seppur minima, rappresenterà una linfa vitale importantissima per un fondo destinato a diventare strutturale nell’opera di sostegno ai cittadini maggiormente colpiti da crisi e difficoltà di varia natura.

«Fin da quando è nato, il Fondo welfare e identità territoriale ha dovuto affrontare sfide molto importanti: lo spopolamento della montagna, gli effetti disastrosi di Vaia e ora il Covid», ricorda Michele Ferraro della Uil. «In ognuna di queste occasioni abbiamo potuto contare sulla generosità e la solidarietà dei lavoratori, che non si sono mai tirati indietro. Sono sicuro che anche questa volta sarà lo stesso».


L’importanza dell’accordo sulla delega in busta paga è stata sottolineata anche dal presidente della Provincia, Roberto Padrin: «Stiamo parlando di un passo decisivo per far diventare il Fondo welfare un’arma fondamentale nella lotta allo spopolamento e alle crisi», commenta, «un aiuto imprescindibile nella vita della provincia e dei suoi lavoratori».

Un passo avanti che guarda soprattutto alle nuove generazioni: «Il fondo non è solo un contenitore di progetti, ma un tavolo utile a tutto il Bellunese, attorno al quale discutere di temi importanti per il territorio», fa notare Rudy Roffarè della Cisl, «servirà a noi, ma soprattutto ai nostri figli».

La firma di ieri è arrivata dopo un lungo percorso comune: «Arrivare fin qui è stato lungo e complesso e il Covid non ha certo aiutato», commenta Mauro De Carli, segretario della Cgil di Belluno, «sottolineo che si tratta di una donazione volontaria per ognuno dei lavoratori, ma è anche un tentativo di coinvolgerli al 100% nell’idea e nel progetto che stanno dietro a questa iniziativa. Inizialmente volevamo arrivare ai lavoratori di ogni settore, ma in questo momento molti sono in grossa difficoltà e ci siamo rivolti al comparto che sta parando meglio i colpi di questa crisi economica».

La possibilità di donare, poi, non coinvolgerà solo i lavoratori, ma anche le imprese stesse: «Oltre alla firma dell’accordo, in questi giorni partiranno le lettere destinate alle aziende e ai circa 25 mila lavoratori coinvolti per spiegare loro l’importanza del progetto e della loro donazione», aggiunge Andrea Ferrazzi, direttore generale di Confindustria Belluno. «Il Covid ha acuito le disuguaglianze anche in provincia e se è vero che il manifatturiero ha sofferto un po’ meno degli altri, non dobbiamo dimenticarci dei tanti imprenditori bloccati dall’emergenza sanitaria. Per questo è importante fare squadra e aiutare come si può».

Fino ad ora l’ente si era basato sulla generosità dei singoli, ora invece l’obiettivo è di coinvolgere i bellunesi in un progetto comune: «Già dopo Vaia la partecipazione dei lavoratori era stata straordinaria», ricorda la presidente del Fondo, Francesca De Biasi. «Questo strumento è di chi lo vive: non solo di chi lo organizza o ne beneficia, ma anche di chi dona per arricchirlo».

E chi volesse contribuire in modo autonomo e in maniera più sostanziosa? Detto fatto: sarà sufficiente visitare il sito del fondo (www.welfaredolomiti.it), dove sarà anche possibile scoprire i progetti concreti nei quali verranno spesi i soldi raccolti.

«Il Fondo welfare deve uscire dalle istituzioni, diventare tangibile per i lavoratori», conclude Luca Dal Poz, direttore di Ascom Belluno, «perché non è nato per venire incontro alle sole esigenze del momento come dopo Vaia, ma per diventare uno strumento utile nel quotidiano a chi è in difficoltà». —


 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi