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Over 70, stop forzato per le vaccinazioni

La carenza di fiale mette il freno alla campagna dei medici di famiglia. Domenica terminerà il primo ciclo per gli ottantenni

BELLUNO

Con le convocazioni per la somministrazione del vaccino fissate per domenica, si concluderà la campagna riservata agli over 80. In poche parole, l’80% degli ultraottantenni avrà ricevuto la prima dose di Pfizer; il restante 20% sarà immunizzato a domicilio, perché impossibilitato a muoversi da casa.

Da una buona a una cattiva notizia, perché la campagna provinciale di vaccinazione è destinata a conoscere una battuta d’arresto, almeno per quanto riguarda le inoculazioni sugli ultrasettantenni, oggi in carico perlopiù ai medici di famiglia. E la colpa non è certo dell’Ulss 1: «Per la nostra campagna di vaccinazione», sono le parole del direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti, «stiamo procedendo con le seconde dosi, restando in attesa di buone nuove, ovvero dell’arrivo delle nuove forniture di vaccino, in modo da poter continuare con le prime dosi».

Dall’Ulss 1 fanno sapere che alcune inoculazioni di Pfizer saranno eseguite ugualmente, «ma saranno micro dosi che faremo per necessità o per categorie particolari. Saranno somministrazioni molto contenute, perché abbiamo poche dosi a nostra disposizione».

La carenza di vaccini

Il problema è la carenza di sieri nei frigoriferi dell’azienda bellunese: «AstraZeneca», continua Cinquetti, «è oggetto di una discussione mondiale su vari fronti. Per questo motivo le forniture del vaccino anglosvedese sono pressoché bloccate. Pfizer arriva con regolarità, ma dobbiamo conservarlo per i richiami degli over 80, mentre di Moderna ci vengono consegnati piccoli quantitativi per fare prime dosi e per immunizzare gli anziani a domicilio. Attendiamo con speranza il vaccino della Johnson & Johnson».

Gli over 70

Il blocco delle forniture di AstraZeneca ha fermato le campagne di profilassi dei medici di famiglia per i pazienti di età tra i 70 e 79 anni. Terminate oggi le somministrazioni a Ponte nelle Alpi, «saremo costretti», spiega Cinquetti, «a mettere da parte tutte le fiale di questo siero che arriveranno per garantire dai primi di maggio i circa 14 mila richiami per il personale dei servizi essenziali, della scuola e per i pazienti dei medici di famiglia». Fino a data da destinarsi, quindi, i camici bianchi del territorio non potranno proseguire con l’immunizzazione degli over 70 (in provincia sono circa 23 mila) e con l’altra fascia a rischio, quella compresa tra i 60 e i 69 anni. —
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