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Taibon, il sindaco contro la Cassa «Respinta la proposta a favore del bancomat»

Tormen: la Rurale ha rifiutato lo spazio offerto dal Comune. L’apparecchio Atm vicino al municipio è stato portato via

TAIBON

«Le scelte della banca sono legittime, ma non perdono che sia calpestata la dignità e l’onestà intellettuale di chi rappresenta una comunità mettendoci la faccia».


Sono le dure parole che il sindaco di Taibon, Silvia Tormen, ha scritto nei giorni scorsi ai vertici della Cassa Rurale Dolomiti che, dopo essersi trasferita ad Agordo da Taibon nel dicembre 2019, negli ultimi mesi ha anche tolto lo sportello bancomat dall’edificio privato nei pressi del municipio, lasciando di fatto il paese sguarnito dello storico servizio di prelievo.

Ma non è tanto la scelta della banca ad aver suscitato la rabbia e lo sdegno di Silvia Tormen, quanto quello che il sindaco ha sentito dire in merito alle presunte responsabilità del Comune circa l’eliminazione del bancomat.

«Sono stata avvicinata da un cittadino», scrive Tormen al presidente della banca, Carlo Vadagnini, al vicepresidente Piergiorgio Serafini, al direttore Ruggero Lucin e a Edi Fontanive, «il quale mi ha addebitato la responsabilità della vostra scelta di non fornire più il servizio alla cittadinanza di Taibon attraverso lo sportello Atm presente in centro paese fino al mese di dicembre scorso. La persona mi ha riferito che un direttore (o comunque un vostro dipendente di cui non ha voluto rivelarmi l’identità) ha giustificato la posizione della banca addebitando al Comune la non disponibilità a concedere uno spazio pubblico nel quale trasferire lo sportello Atm».

Parole che il sindaco di Taibon ha giudicato inaccettabili e che l’hanno spinta a prendere pubblicamente posizione, ricordando una serie di fatti avvenuti tra l’autunno 2019 e gli ultimi mesi. In primis la visita della delegazione della banca nell’ufficio del sindaco per informare dell’intenzione di spostare gli uffici ad Agordo.

«Nell’occasione», rivela Tormen, «chiesi se c’era qualcosa che io potessi fare per dissuadervi dalla vostra intenzione. Mi rispondeste: nulla».

Il sindaco aggiunge però un particolare. «Sia durante il nostro incontro, sia nel corso dell’inaugurazione ad Agordo», scrive alla banca, «ci fu la promessa, da parte vostra, di mantenere a Taibon lo sportello Atm e di tentare la trasformazione dello stesso in uno sportello evoluto che garantisse funzionalità più elevate. Lo avete detto a me e lo avete detto pubblicamente».

Promessa che non è poi stata mantenuta. Le responsabilità di ciò, però, secondo il sindaco di Taibon, sono tutte in capo alla banca.

Tormen ricorda infatti che nell’ottobre 2020 la banca stessa le aveva espresso la difficoltà a mantenere funzionante il bancomat «a causa di criticità derivanti dalla proprietà dell’immobile» e le aveva chiesto se il Comune poteva concedere uno spazio pubblico, indicando come luogo ideale la parete a destra dell’ingresso del municipio.

Ipotesi non praticabile a causa di un progetto di ristrutturazione generale del municipio. Un mese dopo, però, è il sindaco a proporre un’altra soluzione: il Comune avrebbe messo a disposizione della banca un piccolo manufatto in piazza IV Novembre. La banca avrebbe dovuto occuparsi della sistemazione a fronte di un conguaglio a valere sul canone di locazione.

«Dalla banca», spiega però ancora Silvia Tormen, «mi dissero che non erano intenzionati a impegnarsi in un investimento di quella portata. Purtroppo, il Comune non possedeva altri immobili in posizione considerata dalla banca vantaggiosa e adeguata per quel tipo di servizio».

«Io vorrei», conclude il sindaco di Taibon, «che la Rurale si assumesse la responsabilità sia di non aver onorato la parola data, sia di aver rifiutato l’offerta del Comune». —


 

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