Burrasca sull’Azienda Feltrina: la presidente Mondolo lascia

Le dimissioni dopo l’assemblea nella quale sono emersi problemi con i conti. Le minoranze: «Pesante perdita di bilancio». Perenzin: «Stiamo intervenendo»

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Il consiglio di amministrazione dell’Azienda municipalizzata servizi alla persona è rimasto senza vertice. La presidente Rita Mondolo, subentrata da pochi mesi al predecessore Angelo Dalla Costa, ha rassegnato le dimissioni subito dopo l’assemblea della Consortile del 25 marzo con la chiusura del bilancio 2020 all’ordine del giorno. A darne comunicazione sono i capigruppo di minoranza consiliare interessati della novità poco prima del consiglio comunale di fine marzo, dallo stesso sindaco Paolo Perenzin.


«In tale assemblea dai toni accesi, secondo quanto comunicatoci», evidenziano gli esponenti, «si è discusso del bilancio 2020 dell’Azienda Feltrina da cui è emerso che la stessa avrebbe chiuso con una ingente perdita, oltre quattro volte rispetto a quanto era stato dichiarato nella competente commissione consiliare solo un mese fa. Siamo dunque preoccupati del fatto che il sindaco non ha dato, come promesso, con tempestività e trasparenza l’informazione né al consiglio comunale né alla cittadinanza. Temiamo infatti che, oltre ai gravi problemi all’interno della Azienda Feltrina, la pesante perdita di bilancio prospettata nell’assemblea della Consortile possa ripercuotersi molto negativamente anche sul bilancio dell’ente comunale feltrino. Abbiamo quindi richiesto in via d’urgenza la convocazione della competente commissione consigliare al fine di conoscere, approfondire e discutere gli sviluppi della situazione dell’azienda stessa». Fin qui le opposizioni.



Quando si era parlato della previsione di bilancio al consiglio comunale di febbraio, lo stesso sindaco Perenzin aveva ammesso che si sarebbe potuto fare il punto, cioè il consuntivo, non prima di un paio di mesi, che l’anno tremendo della pandemia aveva comportato minori entrate per sessantamila euro, e che il Cda della municipalizzata avrebbe dato corso agli investimenti facendoli precedere da un’analisi dettagliata, assicurando infine che ci sarebbero state tutte le garanzie in termini finanziari per evitare indebitamenti e dare seguito a scelte che si sarebbero rivelate proficue, come quella dell’automatizzazione del magazzino farmaceutico.

In febbraio il conto finale non era ancora quantificabile. Ma la minoranza aveva in un certo senso fatto da “indovino” proponendo un emendamento, poi ritirato, in cui si chiedeva una prudenza generale sugli investimenti in termini di ammodernamento strutturale e tecnologico della farmacia e di altro da mettere in stand by per l’intera durata dell’emergenza sanitaria.



Dall’amministrazione Perenzin giunge la conferma che ci sono state delle criticità emerse in sede di approvazione del bilancio, e le rassicurazioni del caso. «Vorrei comunque rassicurare sin da subito sull’entità della passività in questione (in parte già coperta da fondi accantonati)», spiega il sindaco Paolo Perenzin, «tale da non generare preoccupazioni di sorta per la tenuta dei conti comunali. L’Azienda feltrina per i servizi alla persone è e resta una realtà sana e solida e supererà le difficoltà che si sono peraltro generate in tutte le Rsa del Veneto a causa degli effetti della pandemia in atto».

«Ci sono alcuni elementi importanti di novità, altri stanno maturando in questi giorni», continua Perenzin nella nota stampa diramata ieri. «È evidente che per questioni di rispetto delle persone coinvolte e di riservatezza, è opportuno che le comunicazioni relative siano date nei tempi e nelle sedi opportune. A tale riguardo nei prossimi giorni sarà convocata la commissione consiliare competente a cui verranno forniti tutti i dettagli del caso, così come daremo le necessarie informazioni alla cittadinanza tramite i media». —



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