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«Ci ha lasciati una persona umile e buona», la Chiesa bellunese piange don Giuseppe

Bortolas si è spento ieri verso le 9: non si è ripreso dall’emorragia cerebrale che lo aveva colto mercoledì in canonica

VALLE/CIBIANA. «Mi è morto un amico», ammette il vescovo, monsignor Renato Marangoni, quando, dopo le prime notizie sul decesso di don Giuseppe Bortolas, raggiunge Valle. «Don Giuseppe era una persona semplice, umile, molto buona»: è un altro dei primi pensieri che il prelato condivide con i sindaci Marianna Hofer, di Valle, e Mattia Gosetti, di Cibiana, mentre si incontrano in municipio per fissare i funerali: lunedì alle 15, a Venas.

Il decesso verso le 9


Don Giuseppe è deceduto, nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Martino di Belluno, ieri mattina, alle 8.53. Mercoledì era stato ritrovato incosciente in canonica, dal vescovo stesso, perché colpito da emorragia cerebrale. Ieri mattina, Gosetti e il vescovo si stavano scambiando per telefono l’ultima speranza di un recupero per don Giuseppe, quando ha chiamato Mariana Hofer avvertendo: “Giuliana, la sorella del don mi ha appena informato che il nostro amato parroco non ce l’ha fatta”. Commozione e qualche lacrima.

In lutto tutto il Bellunese

La notizia si è diffusa in un baleno nelle tre comunità in cui don Bortolas prestava servizio: Valle, Venas e Cibiana. Ma anche in tutta la diocesi: da Longarone a Visome, per finire a Cencenighe. Don Giuseppe era nato a Cesiomaggiore l’11 settembre 1953, figlio di Bruno e Susanna Paniz. Era stato ordinato prete nella chiesa della sua parrocchia il 28 giugno 1980. Ha vissuto la sua prima esperienza di Ministero come vicario parrocchiale a Pedavena, dal 1980 al 1985; poi a Cesiomaggiore dal 1985 al 1986. È stato parroco di Pez dal 1986 al 1989, periodo nel quale ha fatto da consulente ecclesiastico del Centro sportivo italiano di Feltre (1987-1989). Dal 1989 al 1993 ha collaborato nella parrocchia di Boscariz a Feltre e in quella di Zermen. Dal 1993 al 1998 è stato a Zorzoi; dal 1998 al 2006 a Facen e dal 1999 al 2006 anche a Norcen, in comune di Pedavena. Nel 2006 è diventato parroco “in solido” insieme a don Francesco Cassol a Longarone, Igne e Ospitale. «Don Giuseppe è stato segnato dalla tragedia di don Francesco Cassol, che considerava come il fratello maggiore», racconta Roberto Padrin, il sindaco, « era un uomo buono. Apparente burbero ma ti dava l’anima». Dal 2011 al 2014 don Bortolas è stato a Cencenighe e San Tomaso. Cooperatore, successivamente, ad Auronzo e Costalta (2014-2017), per due anni ha operato nella parrocchia di Visome (2017-2019). Dall’ottobre 2019 era parroco di Cibiana, Venas e Valle di Cadore.

La diocesi

«Uomo molto pratico, solo apparentemente burbero, per il suo carattere buono e generoso don Giuseppe ha saputo farsi ben volere e apprezzare ovunque è stato», fa sintesi della figura dello scomparso don Davide Fiocco, portavoce del vescovo, «lascia un vuoto nel presbiterio e nelle sue parrocchie, a cui la diocesi si stringe in un abbraccio di solidarietà. Giunga anche alle sorelle il cordoglio di tutta la comunità».

La vicenda giudiziaria

Una bontà d’animo, quella del sacerdote, dimostrata anche dalla vicenda giudiziaria di Cencenighe, dove una donna riuscì a strappargli aiuti per circa 100 mila euro, convinto, don Giuseppe, di fare solo del bene; il processo dimostrò che la truffa nei suoi confronti era stata pesante. Sempre nel periodo di Cencenighe gli era piombata addosso l’accusa di presunta pedofilia, ma al processo è arrivata quell’assoluzione con formula piena che i parrocchiani si attendevano. Don Bortolas ne soffrì molto.

Il saluto del sindaco

«Don Giuseppe è arrivato da noi a Valle, ma anche a Cibiana, in tempo di pandemia, quella stessa che ci ha impedito di apprezzarlo fino in fondo. E di amarlo come avremmo desiderato», ammette il sindaco Hofer, ipotizzando che la vicenda della chiesa di San Martino, sospesa com’è sulla frana, abbia pesato non poco sullo stato di salute del “don”. I funerali nella Parrocchiale di Venas per lunedì alle 15, preceduti dalla recita del rosario alle 14.30. La salma verrà poi trasferita nel cimitero di Pez (Cesiomaggiore) dove sarà tumulata dopo un breve momento di preghiera. Il vescovo si è impegnato a dare copertura ai servizi liturgici del sabato e della domenica, inviando un sacerdote nell’attesa di un nuovo parroco. —



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