Rincaro materie prime: «Rischio stop per gli artigiani»

L’allarme della presidente di Confartigianato Claudia Scarzanella e del direttore Michele Basso: «Ulteriori rallentamenti sarebbero esiziali per noi»

BELLUNO

Il rincaro delle materie prime sta ponendo in difficoltà anche le imprese artigiane. Colpiti soprattutto edilizia, legno-arredo e sistema casa. È a rischio addirittura la continuità del lavoro. A lanciare l’allarme è Confartigianato, con la presidente Scarzanella.


«Chiediamo correttivi immediati, anche per evitare di fermare di nuovo il lavoro», afferma la numero uno delle imprese artigiane, «per la difficoltà di reperire la materia prima. Dopo il lockdown e i mesi difficili, ulteriori rallentamenti sarebbero esiziali», conclude Claudia Scarzanella. «Gli scenari di rischio sono due, se la situazione di aumento incontrollato dei prezzi rimarrà tale: o le imprese saranno costrette a scaricare i costi sul cliente, oppure non potranno reggere l’inflazione che arriverà una volta che ripartirà il mercato dopo il Covid».

Il problema del rincaro delle materie prime e dell’allungamento dei tempi di consegna riguarda in particolare il sistema casa, l’edilizia, la carpenteria metallica e il legno-arredo. Ma non c’è nessuna impresa che può davvero chiamarsi fuori dalla questione, perché l’aumento dei prezzi tocca sensibilmente anche il petrolio e i carburanti, con conseguenze che si allargano di conseguenza a tutto il mondo produttivo.

Secondo l’ultimo aggiornamento del Fondo Monetario Internazionale, a febbraio i metalli hanno visto crescere i prezzi complessivamente del 54% rispetto al 2020 (ferro +60%, rame e alluminio +20%, lamiere di acciaio +50%). Il prezzo del petrolio è aumentato del 50%, quello delle plastiche, della gomma, e del legno del 10%. «Siamo di fronte ad aumenti che non si vedevano da oltre un decennio», aggiunge il direttore Michele Basso. «E che mettono in seria difficoltà il lavoro degli artigiani. I bonus e superbonus per i lavori edili e le riqualificazioni energetiche rischiano di non sortire alcun effetto in questa situazione, e il timore è che siano stati proprio i bonus ad agevolare, perlomeno in Italia, un rapido innalzamento dei costi, perché vediamo che sono cresciuti velocemente i costi di prodotti lavorati e semilavorati, come i cappotti per le case. Cogliamo l’occasione per rivedere una volta per tutte i prezziari degli appalti pubblici, evitando il sistema dei massimi ribassi». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi