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Senza nuovi contagi 23 comuni bellunesi. Otto sopra la soglia di allerta. Ecco la tabella completa

Il bollettino settimanale dell’Ulss: Alleghe e Soverzene le due realtà più colpite. La maggior parte dell’incidenza si registra nelle zone tra Agordino, Zoldano e Valbelluna

BELLUNO. Sono 23 i comuni in provincia di Belluno che non hanno registrato alcun caso di Coronavirus nella settimana dal 5 all’11 aprile. Praticamente sei in più rispetto alla settimana precedente. Questi sono alcuni dei dati resi noti ieri mattina dall’Ulss 1 Dolomiti nel report settimana che fa il punto dei contagi, ma anche della pressioni sugli ospedali a seconda dei reparti.

L’incidenza settimanale

Il maggior numero di comuni con una incidenza di casi di Covid per 100 mila abitanti pari a zero è concentrato nella parte alta della provincia, tra Cadore e Comelico laddove il contagio è partito per primo quest’anno. un caso particolare è quello di San Nicolò Comelico che tra il 29 marzo e il 5 aprile contava pià di 500 casi per 100 mila abitanti, mentre la settimana appena conclusa è passato direttamente a zero casi. «A fine marzo avevo una ventina di casi di positività nel mio comune che conta circa 400 abitanti», commenta il sindaco Giancarlo Ianese, «mentre oggi mi trovo con due soli infetti e nessuno in quarantena. Tra questi due casi uno si è positivizzato dopo 14 giorni dalla prima dose di vaccino, mentre l’altra persona dovrebbe uscire a giorni dall’isolamento visto che ormai sono tanti i giorni in cui è in sorveglianza attiva».

Il primo cittadino si augura che il caldo arrivi presto, anche se le previsioni meteo attuali non sono incoraggianti. «Lunedì nevischiava nel nostro comune. Speriamo bene. Purtroppo quando il virus colpisce un componente di una famiglia, poi a cascata si infettano anche tutti gli altri componenti. Però», conclude Ianese, «vedo che ultimamente l’età media dei contagi si è è abbassata: siamo intorno ai 30-50 anni».

Passano da 17 a 21 i comuni invece che hanno un’incidenza che va da 1 a 125 casi per mila abitanti, mentre passano da 17 a 9 quelli con un numero di casi che varia dai 126 ai 250. I comuni con una incidenza che va dai 251 ai 500 casi per 100 mila abitanti sono passati da 7 a 6 da una settimana all’altra: ad uscire di scena passando da comune con bassa incidenza ad elevata è ancora Comelico Superiore.

Infine, restano due le realtà con più di 500 casi e vale a dire Alleghe e Soverzene. Il sindaco di Alleghe, Danilo De Toni precisa che nel suo comune ci sono 22 positivi, una ventina in meno rispetto alla settimana precedente. «Sono 22 su 1.159 abitanti», dice De Toni, «mentre in quarantena sono 21. Sono nuclei familiari, perlopiù, e ci sono anche alcuni bambini piccoli, mentre l’età media va dai 40 ai 50 anni».

Tra i positivi c’erano anche due ricoverati, «ma uno è già stato dimesso, mentre resta un’altra persona in ospedale classe 1937. Anche l’ex sindaco è uscito dalla terapia intensiva ed è ora ricoverato in Pneumologia. Un segnale che c’è la possibilità di uscire da questa malattia». Il primo cittadino alleghese evidenzia che la gente ora è molto più attenta alle regole, «perchè ha capito cosa implica trasgredire». Ma sottolinea come ci sia tanta voglia di vaccinarsi. «Come amministrazione avevamo aperto un centro vaccinale nella palestra dove sono stati vaccinati alcuni over 70, ma poi la carenza di sieri ha bloccato tutto. Speriamo si possa riprendere al più presto l’immunizzazione per tornare alla normalità». —

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