Estate in montagna ma senza il “liberi tutti”: «Saranno rispettate le misure di sicurezza»

Gli impiantisti di Anef pronti alla riapertura del 12 giugno. Minella: «Sarebbe importante pianificare le prenotazioni con i rifugi» 

BELLUNO

Una trentina gli impianti di risalita che apriranno quest’estate sulle montagne della provincia di Belluno. Forse anche un po’ meno. Sicuramente funzioneranno le funivie di Col Margherita, della Marmolada, dei passi Pordoi e Falzarego, del Faloria e di Cortina. Analogamente non staranno ferme le telecabine di Alleghe, Arabba, di Cortina e le seggiovie di Comelico Superiore, di Auronzo e Misurina, dello Zoldano, del Passo San Pellegrino, del Nevegal e quelle intorno al gruppo del Sella. Ma probabilmente qualcuna, di secondaria, resterà ferma.


«È ormai tradizione consolidata», ammette Renzo Minella, presidente regionale di Anef, «che neppure il 20% della nostra impiantistica, in funzione durante l’inverno, riapra d’estate. Immaginiamo che quest’anno avremo presente qualche struttura in più per tentare di recuperare una quota, seppur minimale, dei mancati incassi della stagione sciistica».

La ripartenza sarà con ogni probabilità dal 12 giugno, in coincidenza con le aperture del superski Dolomiti. Ma l’intenzione di alcune società è di iniziare già dai primi di giugno, Covid e neve permettendo. Tra i primi a farsi avanti sarà l’ingegnere Stefano Illing con la lanciatissima funivia che dal Falzarego sale al Lagazuoi.

«Speriamo che nell’arco di due mesi i contagi si esauriscano e che le vaccinazioni non subiscano ritardi», mette le mani avanti Minella, «così potremo iniziare la stagione con un grande sospiro di sollievo, immaginando che i turisti arriveranno numerosi e, ci auguriamo, anche più consapevoli di quelli usciti l’anno scorso dal lungo e pesante lockdown. Non sarà, comunque, un “liberi tutti”. Immagino che avremo ancora delle misure da rispettare».

Le linee guida saranno definite con le regioni a maggio, poi saranno portate all’esame del Cts. La copertura non dovrebbe essere dimezzata come quella che era prevista l’inverno scorso. Probabilmente non sarà introdotto neppure il limite del 30%, come avvenne nell’estate del 2020 per alcuni territori regionali.

«L’affluenza estiva non è massiva come quella invernale», ricorda Minella. «Anche gli accessi sono di solito più fluidi e più diluiti durante il giorno. È evidente, comunque, che servirà il distanziamento, bisognerà portare la mascherina e ci si igienizzerà».

Comunque, la grande novità dell’estate sugli impianti sarà l’acquisto on line del biglietto. Operazione che si risolverà anche in una specie di prenotazione. «Meglio ancora», anticipa il presidente Anef, «se riusciremo a ottenere la complicità, in questa operazione, di altri soggetti del turismo estivo, a cominciare dai rifugisti e dei ristoratori, magari, dunque, prenotazioni condivise dei vari servizi».

Minella è convinto che, così operando, anche l’approccio alle alte quote potrebbe essere più ordinato. Certo, perché torni l’entusiasmo della ripartenza è indispensabile, secondo il capo degli impiantisti, che presto arrivino i sospirati ristori o sostegni, che in questi giorni sono al centro di audizioni parlamentari e del conseguente dibattito. «Le nostre società hanno bisogno di liquidità, dopo essersi rivolte agli istituti bancari per sopperire ai mancati incassi dell’inverno. Abbiamo la necessità di assumere i collaboratori e quindi di avere la certezza di poter contare sulle necessarie risorse».

Impianti nuovi, quest’estate, non sono in partenza. Proprio perché sono mancati gli investimenti per i progetti che erano in cantiere. Però già si pensa alla prossima stagione invernale e, in questa prospettiva, ci sono delle manutenzioni straordinarie da portare alla maturazione. «Sia chiaro che senza i fondi indispensabili non potremo fare gli investimenti che abbiamo in progettazione». —


 

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