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Mortalità, incidenza al top nel Bellunese. Nel 2020 deceduto un over 75 ogni cento

La campagna vaccinale è vista dai più come un’opportunità per salvaguardare la popolazione anziana

I numeri Istat fotografano un anno nero: 2.947 le vittime con un +16,2% rispetto alle media dei cinque anni precedenti 

BELLUNO. L’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato i dati del 2020 sulla mortalità mensile e annuale per comune. Bisognerà attendere i risultati annuali rettificati, ma le informazioni sono già sufficienti per fare un bilancio. I decessi medi per anno in Italia, dal 2015 al 2019, furono 645.620. i decessi avvenuti nel 2020 sono stati 746.146 con un incremento di 100.526 morti in più (+15,6%), dei quali 75.891 deceduti per Covid. L’epidemia è stata responsabile del 10,2% dei decessi avvenuti nel corso del 2020 con un indice di 127 decessi ogni 100 mila abitanti.

In Veneto i decessi medi per anno, dal 2015 al 2019, furono 49.573 I decessi avvenuti nel 2020 sono stati 57.836 con un incremento di 8.563 morti in più (+16,7%), dei quali 7.079 deceduti per Covid. L’epidemia è stata responsabile del 12,2% dei decessi avvenuti nel corso del 2020, con un indice di 145 decessi ogni 100 mila abitanti. Il Veneto ha indici più pesanti rispetto alla media nazionale.


In provincia di Belluno i decessi medi per anno, dal 2015 al 2019, furono 2.536. I decessi avvenuti nel 2020 sono stati 2.947 con un incremento di 411 morti (+16,2%), dei quali 445 deceduti per Covid. L’epidemia è stata responsabile del 15,1% dei decessi avvenuti nel corso del 2020, con un indice di 221 decessi per Covid ogni 100 mila abitanti. Il Bellunese ha indici più pesanti rispetto alla media veneta e nazionale.

Tra le altre province venete nessuna ha un numero così elevato di decessi. Verona, che è la seconda in classifica, ha un indice pari a 194, mentre Padova e Rovigo hanno indici che sono meno della metà del nostro (101e 104). Allargando lo sguardo al resto del Nord, solo le province lombarde hanno indici peggiori (Cremona ha 354 decessi ogni 100 mila abitanti), con le province di Aosta (307), Alessandria (271), Piacenza (423) e Parma (246). I nostri vicini di Trento e Bolzano hanno indici inferiori (176 e 149).

L’andamento provinciale dei decessi ha raggiunto il suo massimo ad aprile con 277 decessi (+ 32% rispetto alla media dello stesso mese nei 5 anni precedenti) e a dicembre con 363 decessi (+62%).

Valutando le informazioni per comune, è possibile confrontare i decessi dal 1° marzo al 31 dicembre 2020 con la media dello stesso periodo dal 2015 al 2019. In questo caso le informazioni devono essere valutate con precauzione perché si basano su piccoli numeri. Ad esempio, i comuni di Perarolo e Vodo di Cadore hanno avuto un incremento del 150% dei decessi che dipendono da un incremento di 4 e di 12 decessi rispetto ai 3 e agli 8 nel quinquennio precedente.

Altri comuni con un rilevante incremento dei decessi sono Lozzo (+ 13, +94%) e San Gregorio nelle Alpi (+8, +80%). Santo Stefano, Pedavena, Quero Vas, Vigo, Pieve e Domegge di Cadore hanno avuto incrementi superiori al 50%. Calalzo, Selva, San Nicolò, Auronzo di Cadore, Limana e santa Giustina hanno avuto incrementi superiori al 40%. San Tomaso, Cortina, San vito e Cibiana di più del 30%. Cesiomaggiore, Sedico, Sospirolo, Livinallongo, Chies, Borgo Valbelluna, Lamon, Alleghe di più del 20%. Rivamonte, Tambre, Comelico, Alpago e Valle di Cadore di più del 10%. Dieci comuni hanno registrato incrementi inferiori al 10%. Voltago non registra alcuna variazione e 18 comuni hanno avuto variazioni negative della mortalità. Tra essi emerge Colle Santa Lucia che, per effetto di due decessi in meno rispetto alla media dei cinque anni precedenti, ha una variazione del –73%.

L’incidenza della mortalità, da marzo a dicembre 2020, cambia per classi di età perché il Covid ha colpito di più la popolazione anziana. Il dato provinciale è chiaro: se la mortalità totale annuale ha avuto un incremento, nel 2020, di 411 unità (+16,2%), i deceduti in più della classe di età 65-74 da marzo a dicembre 2020, sono stati 43 (+11,9%), in quella tra 75 e 84 anni sono stati 125 (+17,2%) e in quella con più di 85 anni sono stati 161 (+12,5%). Nel 2020 è morto un over 75 ogni cento residenti ultrasettantacinquenni.

Da questi dati si comprende come sia necessaria la rapida somministrazione dei vaccini per evitare che il bilancio diventi ancora più pesante e doloroso di quanto non lo sia già stato finora. —

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