Colpita alle spalle sulla seggiovia ma era la sua sedia

CORTINa

Turista cade dopo la seggiovia e si rompe un femore. Una livornese residente a Pisa, in vacanza a Cortina, presenta una querela contro ignoti per lesioni aggravate, ritenendo di essere stata spinta da qualcuno, ma il pubblico ministero Simone Marcon ha già chiesto l’archiviazione al gip. L’addetto all’impianto di risalita delle Cinque Torri non l’ha toccata di sicuro e l’ipotesi più accreditata è che la donna sia stata colpita dal seggiolino che aveva appena lasciato. Molto difficilmente l’avvocato Manola Lise farà opposizione all’archiviazione e il fascicolo sarà quasi senz’altro chiuso. Si archivi.


Secondo il magistrato, la notizia di reato è manifestamente infondata. La donna è stata scaraventata a terra, perché invece di scendere e incamminarsi, come chiaramente indicato dalla segnaletica, lungo l’apposita corsia di uscita si è fermata nel raggio d’azione dell’impianto ed è stata centrata dalla seggiola, dalla quale era scesa. Insomma, la colpa è sua.

Nessuna responsabilità può essere attribuita all’addetto alla seggiovia, che in quel momento stava controllando se sulla sedia successiva ci fosse qualcuno e, quando si è accorto dell’imminente pericolo per la turista toscana, non ha avuto il tempo materiale di intervenire. L’uomo le avrebbe anche intimato di andare avanti, ma la sua voce sarebbe stata coperta dal rumore provocato dall’impianto di risalita e non udita.

La signora ha pensato di essere stata spinta dall’addetto, in realtà è stata urtata dalla seggiola in movimento. Del resto, le lesioni riportate non sono compatibili con una semplice spinta. La signora è caduta rovinosamente, fratturandosi un femore e ne ha avuto per diverse settimane. Sulla base di tutto questo, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione e il giudice per le indagini preliminari dovrebbe accontentarlo, salvo improbabile opposizione. —



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