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L'Agordino invecchia rapidamente, in diciotto anni perso il 30% dei giovani

Tutti i Comuni hanno variazioni con il segno meno davanti, ma l’entità dello scostamento varia da territorio a territorio, passando da situazioni preoccupanti ad altre agonizzanti. Emblematiche sono, ancora una volta, quelle di Gosaldo e di San Tomaso: nel primo caso è stato “perso” il 51, 6% dei giovani (erano 281 e ora sono 136), nel secondo il 46, 9% (erano 294 e ora sono 156). Seguono, un po’ distanziati, Falcade (-37, 65%), Voltago (-36, 71%), Cencenighe (-36, 60%). Chi conosce un quadro con dati inferiori al 30% di perdita sono solo Agordo (-20, 2%), Rivamonte (-20, 81%), Taibon (-22,50%), Livinallongo (-23,90%), Selva di Cadore (-29, 20%).

AGORDINO

Gli agordini sono una specie in via di estinzione e il territorio dei sedici comuni, da La Muda (La Valle) a Castello (Livinallongo), dal confine con il Primiero a quello con la Val di Fassa e la Val Badia, è una zona che si sta umanamente desertificando. Difficile trovare altre parole per commentare i dati presenti sul sito demo.istat.it che fotografano l’andamento demografico della vallata agordina. Una terra che, dal 2002 al 2020, ha “perso” quasi 2500 giovani sotto i 36 anni. Il 30% in poco meno di un ventennio.


Una montagna

Dire che senza giovani non c’è futuro, non è una frase fatta, ma la realtà. Essi, infatti, al 1° gennaio 2020 rappresentano il 59,7% dei loro conterranei tra i 36 e i 70 anni. Non riusciranno dunque a sostituirli nemmeno lontanamente e difficilmente saranno in grado di garantire i servizi agli anziani sopra i 70 anni che, dal 2002, sono cresciuti di quasi il 5%.

La situazione attuale

Nei giorni scorsi il sindaco di Cencenighe, Mauro Soppelsa, aveva evidenziato la situazione drammatica del suo paese, mettendo in risalto proprio il dimezzamento dei giovani rispetto alla fascia d’età degli adulti. Ma “il problema dei problemi” è di tutti i Comuni, seppur con alcune differenze. Su una popolazione agordina di 18.735 abitanti, i cittadini da 0 a 35 anni sono 5649, il 30, 1% del totale. Come detto, però, in rapporto a quelli dai 36 ai 70 anni sono solo il 59,7%. Questo in generale. Se si scende nel particolare, però, ci sono situazioni in cui il dato è meno negativo e altre in cui è tragico. Sopra la media si trovano Agordo dove i giovani sono il 65, 5% rispetto agli adulti under 70, Livinallongo (64, 9%), Taibon (63,9%), Selva di Cadore (61, 5%). Vale a dire due centri del fondovalle vicino a Luxottica e ai servizi e due delle terre alte. Comuni che possono tirare un momentaneo sospiro di sollievo solo perché qualcuno ha dati peggiori dei loro. A soffrire terribilmente della mancanza di ricambio generazionale sono infatti soprattutto Gosaldo dove i giovani non sono nemmeno la metà dei loro padri e delle loro madri (il 46,90%), San Tomaso, idem (47, 10%), Rocca Pietore (50,9%), Colle Santa Lucia (53, 8%), Voltago (55, 7%).

L’andamento negli ultimi 18 anni

Se la foto scattata dall’Istat il 1° gennaio 2020 provoca turbamenti, il confronto con i dati registrati dieci e diciotto anni prima spaventa. Nel 2002 gli under 36 in Agordino erano 8096, cioè il 38% del totale (la vallata era allora popolata da 21.316 persone). Rispetto alla fascia di età dai 36 ai 70 anni essi erano l’82% (il 22, 3% in più rispetto ad oggi). Nel 2010 erano invece il 33, 6% del totale e il 67, 6% rispetto alla successiva fascia di età. In 18 anni l’Agordino ha “perso” 2447 giovani, il 30, 2%. Vuol dire che, in media, ogni anno ci sono 135 giovani in meno: che non vanno a scuola, che non entrano nel mondo del lavoro, che non fanno gli amministratori pubblici, che non praticano sport, che non frequentano la parrocchia, che non usano i mezzi pubblici, che non usufruiscono dell’assistenza sanitaria, che non consumano alimenti, che non si vestono. Tutti i Comuni hanno variazioni con il segno meno davanti, ma l’entità dello scostamento varia da territorio a territorio, passando da situazioni preoccupanti ad altre agonizzanti. Emblematiche sono, ancora una volta, quelle di Gosaldo e di San Tomaso: nel primo caso è stato “perso” il 51, 6% dei giovani (erano 281 e ora sono 136), nel secondo il 46, 9% (erano 294 e ora sono 156). Seguono, un po’ distanziati, Falcade (-37, 65%), Voltago (-36, 71%), Cencenighe (-36, 60%). Chi conosce un quadro con dati inferiori al 30% di perdita sono solo Agordo (-20, 2%), Rivamonte (-20, 81%), Taibon (-22,50%), Livinallongo (-23,90%), Selva di Cadore (-29, 20%).

E gli over 36?

Oggi le persone che in Agordino hanno più di 36 anni sono 13. 086. Negli ultimi 18 anni quelli dai 36 ai 70 anni sono complessivamente diminuiti del 3, 1% (-24, 5% a Gosaldo e –13, 6% a San Tomaso) e quelli over 70 sono cresciuti del 4,8% (+28, 9% ad Agordo, +21, 3% a Falcade, +13, 8% a La Valle; –34, 1% a Gosaldo, –26, 38% a Colle Santa Lucia, –20, 5% a Vallada). Entrambe queste categorie non possono dormire sonni tranquilli nel momento in cui si interrogano su chi saranno in futuro coloro che dovranno essere parte attiva nel garantire loro servizi di vario genere: chi presterà loro le cure socio-sanitarie? Chi svolgerà i lavori di artigianato a domicilio? Chi passerà a raccogliere i rifiuti o a sgomberare le strade dalla neve? —



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