Ricettività top con vista sulle Olimpiadi: la replica veneta all’esclusivo San Luis

Primi dettagli sul progetto (ancora solo sulla carta) della famiglia Meister che vicino a Merano ha già sfondato sul mercato

CORTINA. Ricettività turistica all’avanguardia con vista sulle olimpiadi 2026. La proposta avanzata dalla famiglia Meister di Merano ruota attorno alla realizzazione di un villaggio chalet, con servizi di prima fascia ma il tutto a basso impatto ambientale (almeno nelle intenzioni). Due villaggi per la precisione, uno pensato per Cortina ed uno per Auronzo, con una differenza sostanziale: quello di Cortina sarà dedicato ad un turismo di coppia, con servizi concentrati attorno al benessere della persona. Quello di Auronzo sarà invece più a “misura di famiglia” con spazio ed attenzioni riservate soprattutto ai più piccoli. Quello di Cortina è già di pubblico dominio: nelle intenzioni dei Meister dovrebbe sorgere a Col Tondo ma, stando a quanto rivelato da Alex Meister «non si chiamerà borgo Col Tondo come emerso nei giorni scorsi». Quello di Auronzo invece è venuto alla luce, quasi per caso, solo nelle ultime ore nonostante un lavoro dietro le quinte complesso che va avanti da due anni. Il progetto si concentra nell’area che da Federavecchia “sale” verso Col de Colauto, tra Auronzo e Misurina. Qui la famiglia Meister, nell’estate del 2019, ha comprato l’ex hotel Cristallo, da tempo dismesso, che nell’ottica del villaggio chalet fungerà da quartier generale attorno al quale costruire una serie di casette, tutte rigorosamente in legno, alcune delle quali ospitate direttamente sugli alberi, e dotate di ogni comfort.

«Per Auronzo le casette in legno, ognuna equivalente ad una camera, saranno 41 per un totale di 142 posti letto», ha spiegato Alex Meister, «per quanto riguarda invece Cortina, le camere saranno 40 per un totale di cento posti letto».


I due villaggi, per i quali manca comunque il placet, determinante per avviare i lavori, delle rispettive amministrazioni comunali, ricalcano fedelmente quanto già firmato dalla famiglia Meister nelle vicinanze della natìa Merano, ad Avelengo per la precisione, dove sorge il villaggio chalet San Luis, hotel 5 stelle alternativo, caratterizzato dalla presenza di unità abitative singole, unite dal concetto avveniristico di ospitalità diffusa al momento ancora inesistente in Veneto (nonostante la legge ne permetta la regolare costruzione già da qualche tempo).

L’offerta del San Luis, risultata vincente alla luce delle presenze da record finora registrate, consiste nell’ospitalità dei clienti all’interno di una vera e propria abitazione singola dotata di ogni comfort compresa una spa indipendente, ad uso esclusivo di ogni ospite. Il San Luis di Avelengo si sviluppa su una superficie di quaranta ettari all’interno dei quali è stato ricavato anche un percorso per fare jogging. I pasti, colazione compresa, possono essere consumati all’interno di uno spazio comune adibito a ristorante oppure direttamente in camera. —



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