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Un impianto L’Aiva-Fertazza per collegare Cortina e Civetta

L’eterno dibattito sui collegamenti impiantistici e i piani di Vascellari: un percorso verso l’Armentarola. Pra, Alleghe Funivie: «Nessun progetto, stiamo approfondendo»  

BELLUNO. Atti ufficiali ancora non ce ne sono. Ma la direzione sembra ormai decisa: lo sviluppo dei collegamenti impiantistici di Cortina punta verso il Civetta, mentre pare accantonato quello con Arabba. La società presieduta da Mario Vascellari sta infatti immaginando un percorso non dal Falzarego ad Arabba (i piani di Cherz) ma in direzione dell’Armenterola.

«Si comunica che tali impianti presentano un’ipotesi di strategia di sviluppo non ancora definita, al vaglio congiuntamente di altre varie ipotesi di percorso in attestazione – si legge in una risposta della Regione Veneto alla Fondazione Dolomiti Unesco -, e sulla quale sono in fase di avvio le procedure per gli studi preliminari necessari alla definizione dell’eventuale progetto, degli impatti e delle ricadute». La risposta risale al 2 aprile scorso.

Il presidente della Fondazione, Mario Tonina, spiega di aver chiesto alla Regione informazioni sugli ipotizzati collegamenti perché l’anno scorso erano stati citati dagli ambientalisti fra i temi critici di un’analisi sulle Dolomiti Unesco recapitata all’allora Ministero dell’Ambiente. Recentemente è stato il Ministero della transizione ecologica a sollecitare informazioni. «Non ci risulta che siano stati elaborati ancora dei progetti» attesta il presidente Tonina.

Sostenibilità sociale

«È vero, non è stato ancora elaborato alcun progetto, siamo in fase di analisi e di chiarimento di idee – interviene Sergio Pra, presidente di Alleghe Funivie, consigliere della società presieduta da Mario Vascellari -. Idee che stanno per essere perfezionate in relazione al collegamento tra Cortina ed il Civetta, mentre abbiamo appena avviato degli approfondimenti circa l’altro collegamento, ipotizzato in un primo tempo verso Arabba, ma che alla luce delle reazioni sollevate abbiamo messo da parte».

Pra precisa infatti che l’investimento ha un presupposto imprescindibile: quello della sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale ed economica. «Il che significa che non faremo nulla, proprio nulla, in contrasto con i territori e specificatamente con le opinioni di chi vi risiede – tiene ancora a ribadire –. Tanto meno in contrasto con i valori ambientali, siano essi tutelati dalla Fondazione Dolomiti Unesco, oppure dalla strumentazione europea». Ma nel caso specifico, insiste lo stesso Pra, «se è vero che il collegamento risponde all’opportunità di ragionare in termini di hub sciistico, non di meno ci poniamo la necessità di una mobilità alternativa a quelle delle auto, soprattutto nell’accesso alle nostre aree più sensibili».

La Regione ha messo a disposizione 65 milioni per impianti nella prospettiva olimpica, in modo da porre Cortina in rete con gli altri hub, quello in particolare di Dolomiti Superski. La nuova iniziativa potrebbe ‘cubare’ almeno 80 milioni, forse anche di più. Consistente, dunque, sarà anche l’apporto dell’imprenditoria privata.

In cantiere

Per quanto riguarda la tratta Cortina 5 Torri, il cantiere è già aperto. Fra le 5 Torri, il Nuvolau, oppure il passo Giau lo studio progettuale è ai primi passi. Da quest’area si scenderebbe verso Caprile, più precisamente si punterebbe al pianoro di L’Aiva, per poi risalire, con l’ultimo troncone verso il monte Fertazza. E da questa cima verrebbe tracciata una pista a nord, lungo il bosco, fino appunto alla partenza dell’impianto. L’interesse da parte di Dolomiti Superski ci starebbe tutto. Era stato preso in considerazione un tracciato più a monte, ma avrebbe interferito con le aree protette dall’Europa.

Quanto, invece, al secondo collegamento si è deciso di evitare ogni guerra con Arabba e, quindi, si sta verificando qualche idea di tracciato in direzione dell’Antermoia, di San Cassiano. Ma non esiste ancora nulla di concreto. «Puntiamo alle Olimpiadi per realizzare questi progetti, quindi - conclude Pra - abbiamo tutto il tempo di promuovere una puntuale partecipazione con le comunità locali». —

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