Il Covid cancella i tour: le guide turistiche bellunesi costrette a reinventarsi

Isabella Pilo e Marta Azzalini hanno sfruttato il lockdown per studiare. «Le persone hanno voglia di uscire, via a gite locali per piccoli gruppi»

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«L’ultima visita guidata l’ho organizzata a ottobre. Sono riuscita a fare qualcosa durante l’estate, ma senza le agenzie di viaggio e senza i gruppi dei bus turistici è stato necessario modificare completamente il lavoro».

Isabella Pilo, guida turistica di Feltre, racconta un anno di stop per la sua attività: «E pensare che l’anno scorso, prima dello scoppio della pandemia, ero sicura che per me sarebbe stata una grande annata, avevo già moltissime visite organizzate e prenotate, con visitatori in arrivo da tutta Italia, con tantissime scuole. Avrei ottenuto un vero reddito da professionista». Invece è arrivato il Covid, con il lockdown completo per due mesi e una ripartenza con il freno a mano tirato, prima del nuovo stop autunnale.

Le guide turistiche abilitate a lavorare nel Bellunese sono diciassette, alcune vivono anche fuori provincia. Quelle che realmente operano nel Bellunese sono cinque o sei. «Quasi tutte hanno un altro lavoro, non si riuscirebbe ad andare avanti altrimenti». E ancora di più durante quest’anno senza introiti.

Isabella Pilo gestisce un B&B, scrive e si è inventata altri lavori: «Ho fatto corsi di formazione, corsi di conoscenza del territorio con il liceo Dal Piaz, le passeggiate virtuali», spiega. Senza l’apporto delle agenzie di viaggio o dei bus turistici, è stato necessario organizzare visite guidate per conto proprio, raccogliendo direttamente le prenotazioni, rivolte a piccoli gruppi e rispettando le norme di distanziamento: «Posso arrivare a 25 persone grazie al wifi auricolare, che consente ai visitatori di restare lontani. Non possiamo ovviamente andare in musei, chiese o luoghi chiusi. Ho organizzato l’anello delle ville di Cart, il viaggio alla ricerca dei conventi perduti o l’itinerario dedicato al beato Bernardino Tomitano. Tutte invenzioni per attirare una clientela locale, l’unica che possiamo portare in giro in questo periodo».

A Belluno opera da anni Marta Azzalini. Dalla primavera del 2020 ha praticamente interrotto la sua attività di guida turistica ma è pronta a ripartire. Anche lei ha un altro lavoro, con il Circolo cultura e stampa bellunese dove si occupa di progetti europei. «Per noi guide turistiche i momenti d’oro sono la primavera e l’autunno, quando siamo impegnate praticamente tutti i week end», racconta. «L’anno scorso avevo una serie di appuntamenti programmati: tutti annullati. Qualcuno è stato spostato all’autunno e poi è stato annullato di nuovo. Durante l’estate il movimento è stato scarso per quanto mi riguarda. Ora la gente continua a chiedere informazioni, c’è tantissima voglia di uscire».

Ma in quest’anno sospeso, Marta Azzalini non è stata con le mani in mano: «È stato un periodo utile per studiare, per avere il tempo di girare il mio comune, Belluno, e per scoprire nuovi itinerari da proporre ai futuri visitatori».

L’indicazione, tra le guide, è di restare all’aperto. Ma il lavoro riprenderà veramente quando tutto il comparto del turismo si sarà rimesso in moto e quando si sarà attenuata la paura di viaggiare e di incontrare persone. —



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