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Sei telefoni intercettati nell’inchiesta del gas per l'ambito di Belluno

Oltre ai tre indagati, il sindaco Massaro e la dirigente Florida. I funzionari ministeriali confermano le richieste di aiuto

BELLUNO. Gara del gas con turbativa d’asta: decisive per le indagini preliminari le lettere inviate alla dirigente bellunese Maura Florida dal sindaco di Feltre, ma anche le intercettazioni telefoniche. Su autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, infatti, la Procura aveva intercettato i tre indagati (oltre allo stesso Paolo Perenzin, Bruno Zanolla e Giovanni Piccoli, rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico di Bim Infrastrutture) e, dall’altro lato, il sindaco del capoluogo Jacopo Massaro, la dirigente di Palazzo Rosso e responsabile del procedimento Maura Florida e una sesta persona, della quale non è stata resa nota l’identità.

La gara di appalto, di cui si è occupata la stazione appaltante del Comune di Belluno, era in dirittura d’arrivo quando quarantadue sindaci dell’ambito (Atem) avevano chiesto di sospenderla contestando il “vir”, il valore di rimborso delle reti del gas che spetta al gestore uscente, Bim Infrastrutture. C’erano 15 milioni di euro di differenza, secondo quanto sostenevano sindaci e società.


Secondo la tesi del procuratore capo Paolo Luca, Perenzin avrebbe esercitato pressioni dirette e indirette in concorso nei confronti della dirigente Florida, responsabile unica del procedimento di appalto per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale; voleva convincerla ad annullare o a revocare in autotutela la gara d’appalto bandita nel 2017 per un importo a base d’asta di 90 milioni di euro. Perenzin, secondo l’accusa, con una prima nota formale del 20 dicembre 2019 e una seconda del 27 gennaio 2020, avrebbe minacciato la dirigente del Comune di Belluno, prospettandole conseguenze negative per la sua carriera e avvisandola che sarebbe stata chiamata a rispondere personalmente dei danni provocati a Bim Infrastrutture e ai suoi soci. Nella sua azione, il sindaco di Feltre sarebbe andato ben oltre il lecito. E, ha voluto sottolineare la Procura, non avrebbe avuto alcuna legittimità a muoversi: poiché la rete di Feltre non era gestita da Bim Infrastrutture, il sindaco non poteva vantare alcuna pretesa sulle cifre da riconoscere alla società.

Siccome Florida ha resistito, sarebbe scattato il piano B, cioè il tentativo di Zanolla e Piccoli di coinvolgere funzionari del ministero delle Infrastrutture, in maniera da avere un provvedimento in grado di rendere inevitabile l’annullamento della gara. I funzionari avrebbero confermato i contatti agli inquirenti. Qualcuno si sarebbe rivolto anche al ministro Federico D’Incà.

I difensori Perco, Moretti e Mazzoccoli stanno studiando le 900 pagine degli atti raccolti dalla Procura della Repubblica dopo le indagini svolte sul campo dalla Guardia di finanza, dopo di che decideranno se far sottoporre a interrogatorio i rispettivi assistiti o produrre delle memorie. In un secondo momento, la richiesta di rinvio a giudizio e in un terzo l’udienza preliminare. —


 

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