Contenuto riservato agli abbonati

In fila per le sementi del fagiolo Bonel di Fonzaso

In tre anni il legume è stato rilanciato. Oltre 120 persone sabato in piazza per ritirare il kit. Pasa: «Sorpresi dal successo con richieste da mezza Italia»

FONZASO. È stata un successo la giornata di distribuzione delle sementi del fagiolo Bonel che si è svolta sabato in piazza I Novembre. I referenti dell’Associazione di tutela del fagiolo Bonel, capitanata da Gianni Pasa, hanno distribuito oltre 120 confezioni contenenti la quantità di fagioli sufficiente per iniziare una discreta produzione casalinga. Ma ciò che ha colpito l’associazione è l’interesse suscitato dal Bonel ben al di fuori dei confini regionali, forse anche per merito della trasmissione televisiva di Rai 3 Geo, andata in onda a inizio anno, e che si era occupata del fagiolo made in Fonzaso.

«Sono arrivate richieste da mezza Italia», sottolinea Gianni Pasa, storico mastro birraio a Pedavena in pensione, e ora votato alla promozione del legume apprezzato per il gusto e la delicatezza che si prestano a numerose preparazioni. «Da Pompei a Varese, da Salerno all’Aquila fino a Codroipo nel vicino Friuli. Poi ci sono luoghi più vicini come Bassano del Grappa, Pieve di Soligo, Trento, senza contare i numerosi appassionati della Val Belluna, che vogliono iniziare una propria produzione».


Insomma, una vera e propria corsa a procurarsi i fagioli, tanto più, che con l’avanzare della primavera si avvicina il momento delle semine e anche per il fagiolo Bonel arriva il momento di essere messo a dimora. Un risultato al di sopra delle più rosee aspettative per un’associazione in soli tre anni dalla sua costituzione ha saputo, pure in mezzo alla pandemia, fare conoscere il fagiolo Bonel e rilanciarlo sul mercato.

«Per soddisfare tutte queste richieste», aggiunge Gianni Pasa, «l’associazione, con il sostegno del Comune di Fonzaso e della Cassa rurale Valsugana e Tesino, ha messo in distribuzione gratuita le sementi sabato scorso in piazza I Novembre. E ci ha fatto piacere vedere che le persone interessate erano così tante».

L’Associazione di Tutela del fagiolo Bonel, fondata nel 2018, conta ormai più di 50 soci tra cui alcuni giovani entusiasti di poter conoscere un’attività di cui forse avevano sentito parlare solo dai padri e dai nonni e ora possono in autonomia sperimentare loro stessi avvalendosi anche delle conoscenze di persone esperte.

«La produzione annuale», spiega ancora il presidente dell’associazione di tutela, «pur se soggetta a una forte stagionalità, è di alcuni quintali di prodotto, ottenuto principalmente da appassionati per il proprio consumo famigliare che con lo scambio delle sementi contribuiscono in maniera importante al mantenimento della biodiversità. Come tutti i fagioli coltivati nel bellunese (Lamon, Gialet, Bala rossa, i più famosi) le qualità nutritive ed organolettiche dei nostri legumi superano di gran lunga le numerose varietà presenti in commercio, ragione per cui sono molto richiesti per il loro versatile impiego nella preparazione di piatti ricercati».

L’associazione guarda avanti, auspicando una rapida ripresa delle attività di promozione: «Con il superamento dell’ondata pandemica», chiosa Pasa, «riprenderanno le iniziative di promozione del fagiolo Bonel con la partecipazione a fiere ed eventi a tema interrotte lo scorso anno». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi