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Ristoratore feltrino riceve 25 mila euro dallo Stato ma se li gioca quasi tutti online

Il ristoratore di 29 anni nato a Feltre e che lavora in provincia di Pordenone avrebbe dovuto usare il finanziamento per gli stipendi dei dipendenti e l’affitto. Denunciato dalla guardia di finanza 

FELTRE. Aveva ottenuto un finanziamento di 25 mila euro in base al Decreto dell’8 aprile 2020 – il cosiddetto decreto liquidità – per pagare i dipendenti, nonché fronteggiare la crisi economica legata all’esplosione della pandemia, ma li ha utilizzati quasi tutti per giocare online. Così si è messo nei guai un ristoratore, Ferdinando Criscuolo, 29 anni, nativo di Feltre, ma che lavora in provincia di Pordenone ed è residente a Fontanafredda.

A scoprire il comportamento che ha fatto scattare la denuncia dell’uomo per malversazione ai danni dello Stato è stata la Guardia di finanza di Pordenone, che ha eseguito le indagini disponendo un sequestro preventivo di ventimila euro nei confronti del ristoratore.


Le verifiche sul conto corrente bancario hanno permesso di verificare che il finanziamento di 25 mila euro ottenuto da un istituto di credito e interamente garantito dalla Stato era stato utilizzato solo in minima parte – poco più di 4.000 mila euro– erano stati utilizzati per le finalità consentite (pagamento dei salari dei dipendenti, investimenti in attività produttive e versamento dell’affitto dei locali dell’attività commerciale), la parte restante è risultata “distratta” in siti di gioco e scommesse online.

Il provvedimento normativo, emanato dal Governo italiano per consentire ai piccoli e medi imprenditori di disporre di liquidità immediate tali da fronteggiare la crisi economico finanziaria generata dal Covid 19, prevede però un utilizzo dei fondi in settori ben determinati. E non è stato questo il caso.

Da qui l’inevitabile denuncia dello stesso ristoratore alla Procura della Repubblica per “malversazione ai danni dello Stato” e la conseguente richiesta da parte del pubblico ministero al Giudice per indagini preliminari di un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente, fino alla concorrenza dell’importo “giocato” dall’imprenditore. Il Gip, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha disposto il sequestro preventivo di ventimila euro nei confronti dell’indagato, eseguito dalle Fiamme gialle pordenonesi su beni e disponibilità finanziarie dello stesso.

In questo particolaremomento storico l’attività della Guardia di finanza è rivolta prevalentemente nel contrasto delle condotte illecite e fraudolente e a tutti i casi di indebita percezione e malversazione delle risorse pubbliche al fine di assicurare che erogazioni dello Stato sia realmente destinate alle famiglie e alle imprese che ne hanno realmente bisogno.—

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