Ticket non pagati, l’Ulss Dolomiti avanza 2,4 milioni di euro

Si tratta di prestazioni tra le più disparate: dai codici bianchi del Pronto soccorso alla missione dell’elisoccorso del Suem. Si cerca una ditta per recuperare i crediti

BELLUNO. Lievitano i crediti che l’Ulss 1 Dolomiti vanta nei confronti di utenti che non hanno pagato il ticket dovuto per le più disparate prestazioni sanitarie. Infatti, dal 2016 al 2019 ammonta a 2,4 milioni di euro la somma da recuperare, di cui 690 mila euro sono crediti solo nei confronti di pazienti di nazionalità straniera.
E pensare che nel 2015, la somma non incassata dai ticket ammontava a poco più di 250 mila euro. Come si vede negli anni c’è stata una vera e propria escalation.

Quali sono i crediti

«Tutti questi crediti sono già stati sollecitati dall’azienda sanitaria, anche tramite l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, a coloro che li devono pagare», precisa Nicola Mezzomo referente dell’ufficio Ragioneria aziendale, ma ad oggi gli effetti sortiti non sono stati molti. Anzi proprio pochi.
E la difficoltà maggiore resta proprio nei confronti dei turisti stranieri: non solo è difficile individuare il loro domicilio ma sono maggiormente costose soprattutto le pratiche di incasso. I crediti verso gli stranieri sono principalmente dovuti agli interventi sia dell’elisoccorso, sia dei volontari del Soccorso alpino con le squadre a terra, ma anche per qualche ricovero.

I crediti verso i cittadini italiani sono dovuti invece principalmente a ticket, codici bianchi di Pronto soccorso, prestazioni del Dipartimento di Prevenzione e anche per loro c’è qualche intervento dell’elicottero del Suem e del soccorso alpino con le squadre a terra.

La gara

E così per sveltire il recupero di questi milioni di euro l’Ulss ha deciso di procedere predisponendo una gara per identificare una società esperta proprio in questo settore.

Gli effetti della pandemia

Gli effetti della pandemia da Covid-19 non solo si stanno vedendo sulle attività economiche, ma anche sull’Ulss 1 che fatica a recuperare i suoi crediti. A puntare il dito contro il virus, è lo stesso dirigente Mezzomo. «Sul recupero eravamo andati bene fino a qualche anno fa, ma poi è arrivata la pandemia e ha reso tutto più difficile e complicato. I crediti sono aumentati e ora dobbiamo cercare di recuperarli. Per questo abbiamo deciso di avvalerci di una società esterna specializzata per questo tipo di attività. Abbiamo quindi preparato una gara per cercare chi dovrà recuperare questi soldi dagli utenti che non li hanno pagati, utenti che hanno già ricevuto la lettera di sollecito».

Ma la difficoltà con i cittadini stranieri è molta, e così l’azienda sanitaria ha deciso di concentrarsi prioritariamente sui pazienti italiani morosi. «Speriamo di recuperare almeno un 30-40% dagli italiani, mentre per gli stranieri la procedura è molto complessa e costosa».


Ma l’Ulss cerca anche società che «sappiano gestire con sensibilità questo tipo di attività: non dimentichiamo che ci troviamo in un momento difficile, in una pandemia che ha influito molto non solo sulla salute ma anche sulle risorse delle persone. Per cui noi chiediamo fermezza sì nel recupero del credito, ma anche sensibilità visto il tipo di somma da riscuotere», conclude Mezzomo. —

 

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