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Il Fulcis riapre senza mostre, Feltre punta su vetri e card

La ripartenza della cultura. I musei delle regole di Cortina, come da tradizione, sono in pausa altri due mesi. A Canale d’Agordo il Musal dedicato a Papa Luciani pronto già per lunedì

BELLUNO

La voglia di riaprire i musei c’è, ma non si hanno ancora certezze in merito al numero massimo di visitatori in contemporanea o ai giorni in cui si potranno tenere i portoni spalancati. Un altro tassello della cultura nazionale e locale cerca dunque di riprendere una parvenza di normalità, a partire da lunedì prossimo, ma deve continuare a destreggiarsi tra Dpcm e norme attuative che ancora mancano all’appello.


Il museo Fulcis a Belluno aveva due belle mostre aperte (a singhiozzo) dall’autunno scorso, quella su Alessandro Seffer e quella su Federico Velluti. «Proprio in questi giorni le stiamo smontando», spiega l’assessore alla cultura Marco Perale. Le opere vanno ovviamente restituite, le mostre dovevano chiudere il 10 gennaio, poi sono state prorogate al 5 aprile e ora non si può andare oltre. L’attività del museo non si è certo fermata, sono continuati i lavori di restauro delle opere presenti e l’allestimento della Sala degli Spadai dove troveranno posto le spade concesse dal museo Correr di Venezia. Proprio in questi giorni i responsabili del museo sono andati a Padova, nei laboratori della Sovrintendenza per ritirare il frammento di spada medievale trovato a Formegan che dopo un meticoloso restauro sarà esposto al Fulcis.

«Ci sono molte scuole interessate a visitare il museo» aggiunge l’assessore «ma ancora non abbiamo chiari i termini dell’apertura, cioè quante persone possono stare nelle sale».

Feltre invece attende. I suoi musei saranno riaperti, quasi tutti, solo dall’8 maggio, in occasione della inaugurazione della mostra della collezione dei vetri veneziani Nasci – Franzoia, che sarà allestita alla Galleria Rizzarda fino a dicembre. Nella stessa occasione sarà attivata la Totem Card che consente l’accesso ai luoghi della cultura di Feltre con un unico biglietto. La stessa data dell’8 maggio sarà presumibilmente scelta anche dal Museo Diocesano di Arte sacra, sempre a Feltre. Proprio in questi giorni il direttivo del museo sta decidendo una data definitiva. Rimane sempre l’incognita se sarà concessa l’apertura anche nei fine settimana, che sono i giorni in cui di regola si possono visitare i tesori del Diocesano.

Attenderà il primo maggio il museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore. In questi giorni i gestori, Trame di storia, stanno rinnovando la convenzione con il Comune. Attorno alla metà del mese di maggio sarà pronto il programma delle iniziative estive dell’importante sede museale.

Dall’Agordino a Cesiomaggiore. Qui ha sede il museo Etnografico della Provincia di Belluno, diretto da Cristina Busatta, che si occupa anche del museo del Settimo a Villa Patt di Sedico. «Noi siamo pronti, ma attendiamo delle notizie ufficiali» spiega la direttrice. «Anche da martedì prossimo, se ce lo lasciano fare. I nostri orari in tempi normali sono dal martedì al venerdì al mattino, il sabato e la domenica al pomeriggio. Durante il lockdown abbiamo aperto solo durante la settimana. Adesso vedremo cosa ci lasceranno fare. Intanto stiamo preparando gli eventi di maggio, con l’associazione culturale Isoipse. Abbiamo l’evento primaverile per eccellenza che è quello legato al Giardino delle rose, quest’anno dal 22 maggio al 5 giugno, con clou il 30 maggio». Per quanto riguarda il museo del Settimo, la visita avviene solo su appuntamento, chiamando il museo etnografico di Seravella.

A Cortina, i musei delle Regole sono chiusi, come avviene di solito in questa stagione, e si preparano per il 25 giugno quando riapriranno tutti e tre (Rimoldi, Paleontologico e Etnografico).

Il Musal, museo di Papa Luciani, a Canale d’Agordo, è già pronto per da lunedì, come annuncia dal proprio sito, su richiesta e con prenotazione, mentre la casa di Papa Luciani sarà visitabile da maggio. —


 

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