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Il progetto del treno delle Dolomiti non parte: i sindaci prendono altro tempo

Michele Costa (presidente Uma) ha contattato Paolo Selva Moretti (al vertice del Comitato). «Ne parleremo nella prossima riunione e troveremo un modo per farci presentare l’idea» 

AGORDO. «Nelle prossime settimane troveremo l’occasione per permettere al Comitato di presentare il progetto aggiornato del “Treno delle Dolomiti” lungo la Valle del Cordevole».

Lo annuncia il presidente dell’Unione montana agordina, Michele Costa, dopo i contatti avuti nelle ultime ore con il presidente del Comitato Ferrovia Dolomiti Bellunesi, Paolo Selva Moretti.

Quest’ultimo, nel corso della conferenza stampa di dieci giorni fa, aveva chiesto l’appoggio dei sindaci agordini al progetto redatto dall’architetto Stefano Dell’Osbel che prevede la realizzazione della ferrovia da Ponte nelle Alpi a Cortina passando per Belluno e il Mas di Sedico e risalendo il Cordevole fino ad Agordo prima e a Caprile poi. Da qui un tunnel porterebbe poi fino a Cortina.

Un percorso che è in concorrenza con quello della Valle del Boite, con quello della Valle dell’Ansiei e con quello che unisce Boite e Ansiei. Il progetto del Cordevole primeggia sia per il minor numero di chilometri di gallerie (21,2 rispetto ai 28, 2 del Boite, ai 28,8 dell’Ansiei e ai 25 dell’Ansiei/Boite) e sia per i tempi di percorrenza (1h 05 contro 1h 25, 1h 35 e 1h 50). Per quanto riguarda la lunghezza, con i suoi 72 km è invece secondo dietro al tracciato del Boite (69, 5) e davanti ad Ansiei (84) e Ansiei/Boite (88).

Per quanto riguarda i costi, in base ai parametri usati dalla Regione per calcolare le spese per il tracciato del Boite, il più economico è quello del Boite (910 milioni di euro), seguito da Ansiei (940), Boite/Ansiei (1035) e Cordevole (1050); in base ai parametri del Comitato agordino vince sempre il Boite (1100), seguito da Ansiei e Cordevole a pari merito (1250) e da Ansiei/Boite (1350).

Selva Moretti aveva anche invitato il presidente della Provincia, Roberto Padrin, a istituire un tavolo provinciale in cui valutare i quattro progetti in campo e scegliere quello più utile per l’intera provincia. Della cosa, come ha spiegato sabato a RadioPiù il consigliere provinciale con delega alle infrastrutture e sindaco di Vallada, Fabio Luchetta, a Palazzo Piloni non si è ancora discusso. A breve, invece, se ne tornerà a parlare nella sede dell’Unione montana agordina. Si tratterà infatti di una nuova occasione di confronto dopo quella che i sindaci della vallata avevano avuto nel dicembre 2019.

«Al tempo», ricorda Michele Costa, «in seguito alla sollecitazione di un gruppo di sindaci che avevano avuto modo di vedere il progetto avevamo sottoscritto quasi all’unanimità un documento di appoggio che avevamo inviato in Provincia e in Regione, senza tuttavia ricevere riscontri. Nei mesi successivi eravamo rimasti d’accordo con Selva Moretti di trovare l’occasione per presentare gli elaborati di Dell’Osbel a livello di conferenza dei sindaci. Come sappiamo non è stato un anno facile a causa dell’emergenza Covid. Tuttavia, ho ora avuto modo di discutere con Selva Moretti e assieme abbiamo convenuto di trovare il momento più adatto per ragionare nuovamente sul progetto e sui suoi aggiornamenti. Il presidente Padrin ha dichiarato che i territori devono farsi sentire», conclude Costa, «noi abbiamo già fatto e rifaremo la nostra parte». —



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