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Treno delle Dolomiti, Bond sceglie il tracciato agordino

Il parlamentare bellunese sostiene il progetto lungo il Cordevole: «Idea valida per l’economia, si esprimano la Provincia e i singoli Comuni del territorio» 

AGORDO. Bond sta col treno lungo il Cordevole. Il parlamentare bellunese di Forza Italia ha avuto modo di discutere con il Comitato ferrovia Dolomiti bellunesi sul progetto relativo al treno delle Dolomiti che da Ponte nelle Alpi intende raggiungere Cortina passando per l’Agordino. Uno dei quattro progetti in lizza.

Il deputato feltrino non ha però dubbi. «Io aderisco all’idea del Comitato, presieduto da Paolo Selva Moretti», dice, «un’idea che non solo ha una storia alle spalle, ma che, fino ad Agordo, ha anche una valenza economica. Agordo è il centro del mondo: da qui si arriva dovunque, partendo da altre parti si fa più fatica».


Per Bond la scelta della ferrovia lungo il Cordevole avrebbe dei vantaggi anche per il Feltrino. «Non voglio interferire col ragionamento del treno delle Dolomiti», dice il deputato, «ma se un domani ci fosse la fattibilità di questo percorso Belluno-Agordo, credo che ci possa stare anche il collegamento verso ovest. E ci sta di più di quello Cismon - Primolano - Feltre - Belluno - Cadore per una serie di motivazioni».

Dopo aver sottolineato che la via del Cordevole avrebbe dalla sua il fatto che «la parte industrializzata e turistica dell’Agordino tirano», il parlamentare forzista sottolinea comunque che la scelta deve essere del territorio.

«Deve esprimersi la Provincia», sostiene, «ma devono esprimersi anche i singoli Comuni, facendo capire quanta gente passa per la ferrovia». I numeri presentati in tal senso dal Comitato agordino per Bond sono importanti.

Per quanto riguarda i lavori, il deputato bellunese ritiene che il tracciato agordino abbia dalla sua il fatto che allargare ed elettrificare le gallerie sul tratto Ponte nelle Alpi - Calalzo (che portano in Cadore) potrebbe essere difficile e oneroso. A suo sfavore la ferrovia lungo il Cordevole avrebbe invece la necessità di un tunnel di 13 chilometri tra Caprile e Cortina.

«In montagna», conclude Bond, «dobbiamo pensare a un treno di visualità, di paesaggio, di scenario. Con 13 chilometri di tunnel si tagliano fuori parti bellissime delle Dolomiti e questo è un aspetto su cui riflettere». —



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