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Assegnata la gestione di Malga Campon, ma sull’esito è già pronto un ricorso al Tar

Malga Campon

Fonzaso. La società formata da giovani del Primiero non ci sta e contesta il verdetto favorevole all’azienda Giacometti 

il caso

Due concorrenti e un ricorso già pronto per essere inviato al Tar. L’assegnazione di malga Campon nel territorio di Fonzaso per il periodo 2021/2027 apre un’altra stagione di malcontento. La commissione ha attribuito il punteggio maggiore all’azienda agricola Giacometti Roberto che si sarebbe aggiudicata l’appalto, aggiudicazione condizionata ai successivi controlli sui requisiti richiesti dal bando. Ma il concorrente, ossia la società agricola Scalet Brueder Bauernhof con sede nel comprensorio di Primiero non ci vede chiaro. E proporrà al Tar, a stretto giro di posta, un ricorso perché possa essere rivista l’assegnazione.


A fare la differenza in termini di punti percentuali sarebbe stata l’offerta tecnica, secondo quanto evidenzia, verbale di gara sotto mano, Gregorio Paolo Rech della ditta omonima confluita nella cordata della società che ha partecipato, senza successo, alla gara. «Il progetto che abbiamo presentato in Comune a Fonzaso perché molto interessati alla gestione di una malga che ha grandi potenzialità», spiega Rech, «era stato pensato e redatto anche per dare una svolta alla ricettività di montagna. A quanto pare siamo stati penalizzati sui requisiti per la trasformazione lattiero-casearia. Ma questo a noi sembra molto strano perché sappiamo di poter apportare importanti contributi, in termini di conoscenza ed esperienza nel settore, anche in questo campo. Per tutta una serie di motivi siamo indotti a chiedere un pronunciamento del Tribunale amministrativo sull’eventuale revisione dell’assegnazione».

Il progetto sarebbe stato quello di migliorare con idee innovative la malga, premette il futuro ricorrente. «Siamo tre giovani volenterosi», continua Gregorio Paolo Rech, «che si sono messi d’impegno per organizzare un Ati e creare un progetto per dare valore alla zona in maniera corretta. L’associazione temporanea prende nome di Scalet Brueder Bauernhof Dal Magro Wainer. Quest’ultimo è padre di Laura Dal Magro che seguirebbe la parte dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità, mentre la famiglia Scalet si occuperebbe della parte riguardante malga e bestiame, dato che il figlio è diplomato in trasformazione lattiero-casearia. Il sottoscritto si impegnerebbe invece nel noleggio bici, avendo avviato da cinque anni un’attività nel settore, di organizzazione eventi sportivi, avendo molte conoscenze in questo settore, e la parte degli investimenti economici».

Nella relazione allegata alla candidatura, la costituenda Ati ha evidenziato gli aspetti sui quali sarebbe intervenuta per la valorizzazione della malga. Compresa la realizzazione di un impianto fotovoltaico in prossimità alla sala ristorazione, al fine di promuovere la totale ecosostenibilità del servizio di assistenza alle e-bike per la ricarica delle batterie. Sulla promozione delle attività collaterali, poi, i giovani hanno elencato in progetto tante iniziative per incontrare i gusti della popolazione turistica per fasce d’età.

Tutte cose per le quali si sarebbero già dati un tempo tecnico di realizzazione. Insomma, l’interesse è tale e tanto da presentare ricorso. Il Tar potrebbe disporre alla commissione di riunirsi per nuove valutazioni. La stagione si avvicina ed è difficile pensare a una sospensiva. Al momento la famiglia Giacometti che aveva aperto un contenzioso con il Comune un anno fa risulta aggiudicataria. —



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