La minaccia di Erostrato: colpirò ancora

Nel romanzo sequestrato a Nemesio Aquini è indicato un nuovo raid a distanza di quattro anni, guardia alta dei carabinieri

CESIOMAGGIORE. Erostrato non è morto. Starebbe solo dormendo dal 23 gennaio 2018, il giorno dopo le caramelle trafitte di spilli lasciate all’asilo di Cergnai. Ma il giallo non è finito e l’ incubo per gli abitanti di Cesiomaggiore durerà almeno fino all’anno prossimo.

Il mitomane con il vizio del fuoco ha già annunciato quando tornerà con un altro gesto eclatante, nel romanzo tra l’autobiografico e il fantasy che Nemesio Aquini stava scrivendo, prima che gli venisse sequestrato dai carabinieri di Feltre, nel settembre dello stesso anno. Nelle pagine scritte a mano di “Nemesio ed Erostrato”, non c’è una data precisa, ma un riferimento temporale chiarissimo: quattro anni, sei mesi e 12 giorni.

Quando è iniziato il conto alla rovescia? Secondo fonti investigative, dall’alba del 4 febbraio 2018, il giorno in cui militari arrivarono nella centralissima via Roma e bussarono alla porta della famiglia Aquini per la prima perquisizione. Questo vuol dire che Erostrato si farà di nuovo vivo a cavallo del 20 agosto 2022. Giorno più giorno meno.

Nemesio Aquini e il figlio Samuele sono sospettati di essersi nascosti per mesi dietro alla figura del pastore greco antico, che nel 356 avanti Cristo bruciò il tempio di Artemide, a Efeso. Ma il processo è in corso e la sentenza di primo grado è ancora lontana, figurarsi quella definitiva e passata in giudicato.

Quello che bisognerà capire è cosa s’inventerà stavolta l’anonimo incendiario. Tra le ipotesi, c’è quella di dare fuoco a una chiesa. Difficilmente potrà essere quella nel centro di Cesio, la stessa sul cui campanile ha vissuto per diverso tempo l’antenna per le intercettazioni ambientali nell’abitazione degli imputati. Più probabile che si spinga in periferia e prenda di mira quelle di Sant’Agapito o Calliol, che hanno già ospitato scritte a sfondo neonazista che, secondo la grafologa dell’accusa Nicoletta Cavazzana, sarebbero state opera di Samuele Aquini.

Del resto, lo stesso Erostrato l’ha annunciato in una delle lettere: «La terza brucerà». Sempre secondo Cavazzana, le missive con o senza polverina bianca spedite in municipio, all’istituto comprensivo e al nostro giornale sarebbero opera di Aquini padre. Avvertenza: gli specialisti incaricati dalla difesa diranno giusto il contrario, quando saranno chiamati a illustrare le loro perizie ed è poco meno che scontato che il Tribunale nominerà un superperito.

In ogni caso, la guardia dei carabinieri su un caso senza precedenti in Italia rimane alta e lo diventerà a maggior ragione prima e dopo quella data. Anche se in realtà sarebbe luglio il mese preferito da Erostrato e non agosto: le prime scritte all’ecocentro, la strage di Utoya (Oslo) da parte di Anders Breivik, la morte dell’indipendentista sardo Salvatore Meloni e c’è anche qualche episodio riferibile ad Adolf Hitler. Breivik e Meloni sono considerati tra i suoi ispiratori, per sua stessa ammissione e il fuehrer è spesso salutato o invocato. Quattro anni, sei mesi e 12 giorni. Meglio segnarseli sul calendario. —

Riproduzione riservata
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi