Belluno, sistema anti cornacchie per proteggere le rondini

Belluno. Operazione anti predatori per il progetto rondini in centro città. Nei giorni scorsi le tavolette poste sotto i nidi delle rondini sono state rimosse, pulite e dotate di sistema anti posatoio, per evitare che diventino un agile scalino per le cornacchie che predano le uova delle rondini, ma anche contro i colombi che tendono a sfrattarle e ad occupare i loro nidi. Sono anche stati ripuliti i tappetini a terra, che risultavano parecchio sporchi di guano e avevano sollevato le lamentele di commercianti e cittadini.

Il progetto “Belluno città delle rondini” è stato avviato dall’ente Provincia, in collaborazione con il Comune, con i cacciatori e con la famiglia dello studioso Bepi Tormen che lo aveva ideato, ma anche insieme all’Ascom. «C’è un team apposito», spiega il consigliere provinciale delegato alla fauna selvatica, Franco De Bon. «La polizia provinciale e la famiglia Tormen si occupano del monitoraggio e dell’elaborazione dei dati che vanno all’Ispra e che al momento coprono il periodo tra il 2016 e il 2021. I cacciatori della riserva di Belluno, invece si occupano della pulizia e della manutenzione di tappetini e posatoi».

Sono stati proprio i cacciatori della riserva cittadina ad acquistare il sistema anti posatoio per le tavolette inserite sotto ai nidi delle rondini .

Nel frattempo il Comune di Belluno ha ordinato ombrelli e tappetini per ridurre la problematica del guano.

«Ringrazio i cacciatori per la collaborazione di sostanza», aggiunge De Bon. «Il progetto sta funzionando: l’anno scorso a Belluno abbiamo registrato una presenza dei nidi di rondini in aumento e cioè in totale controtendenza rispetto a quanto si sta verificando altrove, nel resto d’Europa. La nidificazione di questi uccelli è un momento delicato e importantissimo e anche i commercianti sono felici di poter ammirare questa fase».

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