Festa in baita con positivo, picco di contagi

Nuovo focolaio in Cadore, sviato il tracciamento dei contatti. Venti infettati nell’ambito di un coro dopo la messa di Pasqua

BELLUNO. Due ingenuità che rischiano di costare care al Cadore. La più recente risale al week end del 25 Aprile, quando in una baita della zona di Vodo di Cadore un gruppo di giovani si è riunito per festeggiare un compleanno.

Alla festa c’era almeno un positivo al Covid-19, inconsapevole, che ha sicuramente già contagiato almeno altri cinque amici, ma nei prossimi giorni i medici ritengono che il numero potrebbe crescere. Il problema più rilevante rispetto alla festa di Vodo è che alcuni dei partecipanti hanno cercato di sviare le autorità sanitarie impegnate nel tracciamento dei contatti, per il timore delle ripercussioni, visto che la festa si è tenuta violando le disposizioni anticontagio in vigore in quei giorni, ma anche per evitare le quarantene.

I presenti all’assembramento, durante il quale pare che nessuno abbia preso le necessarie precauzioni, non sono ancora stati completamente tracciati e questo significa che, potenzialmente, il virus si sta diffondendo senza controllo all’interno delle famiglie e tra le amicizie dei partecipanti alla festa. Solo nei prossimi giorni si capirà quale dimensione avrà raggiunto il cluster della festa in baita a Vodo.

Qualche giorno prima, in occasione della Pasqua e sempre nell’area del Cadore, un altro cluster ha già contato 20 persone contagiate e tra queste una è stata ricoverata in gravi condizioni.

In questo caso l’assembramento ha riguardato il coro parrocchiale, che si è riunito per le prove e per la messa pasquale, nonostante la partecipazione di soggetti che già presentavano i primi sintomi. Al contrario di quanto successo con la festa in baita, rintracciare e ricostruire tutti i contatti del coro non è stato difficile, ma il bilancio è comunque preoccupante perché venti persone contagiate e diverse decine in quarantena, in un piccolo centro, rappresentano un cluster di assoluto rilievo e da tenere costantemente monitorato.

Proprio alla luce di quanto successo a Pasqua, la festa organizzata nel fine settimana del 25 aprile, ha dato un’ulteriore accelerazione ai contagi in Cadore, dove fino a pochi giorni prima sembrava che la pandemia fosse assolutamente sotto controllo.
Il lavoro delle autorità sanitarie per verificare tutti i contatti dei giovani coinvolti continua anche in questi giorni allo scopo di fermare il diffondersi del virus, sia da parte dei medici di medicina generale della zona che del servizio di prevenzione dell’Ulss 1 Dolomiti, che nei giorni scorsi aveva segnalato il problema di omertà riscontrato in Cadore, ma già osservato in passato anche in altre circostanze analoghe. —

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