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Preziose per la ricerca di persone, ecco le unità cinofile da soccorso di Belluno e Feltre

A Feltre, da dieci anni operano i volontari presieduti da Luigi Centa. Gli alpini di Belluno possono contare sul gruppo “Fiammetta”

BELLUNO. Rendere omaggio ai cani da soccorso, un volontario molto speciale, che trova proprio nelle nostre zone di montagna grande applicazione sia d’estate, sia d’inverno per la ricerca di persone disperse o finite sotto la neve.

Il rapporto uomo-cane è antico quasi quanto l’uomo. Questo legame quasi inscindibile, si è consolidato a tal punto che molte squadre di soccorritori non potrebbero più stare senza gli alleati a quattro zampe.

Le unità cinofile, spesso, indossano una divisa. Che sia quella dei Vigili del fuoco, quella della Protezione civile o quella da finanziere poco importa. L’obiettivo di queste persone è quello di far tornare a casa ogni vita possibile; a volte, anche a discapito della loro stessa incolumità.

Anche nel bellunese ci sono alcune realtà che spendono molte energie per addestrare e preparare i cani e i loro conduttori ad un possibile intervento.

Da dieci anni, ormai, La Squadra Feltrina Cinofili da Soccorso si occupa della formazione dei binomi uomo-cane. «C’è un’attività impegnativa che sta dietro all’addestramento dei nostri amici a quattro zammpe», dice Luigi Centa, presidente della Sfcs, «è credo sia giusto dare risalto alle nostre realtà, purtroppo ancora poco conosciute. La maggior parte delle persone considera i nostri cani come degli eroi. In parte è vero, ma sono cani, simili a molti altri, addestrati e abituati al gioco del ritrovamento delle persone, aspetto in parte insito nel cane per natura».

Anche se le unità cinofile diventano le star della televisione, quasi solo in occasione delle più grandi catastrofi, si è unità cinofila tutti i giorni. «Noi cinofili», continua Centa, «condividiamo quotidianamente la vita con i nostri cani. Per di più affrontiamo fianco a fianco il percorso di formazione che, per amor del vero, non finisce mai».

Nell’ultimo anno e mezzo anche i nuclei cinofili hanno dovuto ridimensionare le loro attività a causa dell’emergenza epidemiologica Covid. «Ora», continua il presidente della Squadra feltrina cinofili da soccorso, «stiamo cercando di riprendere con regolarità le attività di formazione per i nostri volontari».

La stessa sorte è condivisa anche dal gruppo cinofili “Fiammetta” dell’Associazione nazionale alpini di Belluno. «A breve, più o meno a metà maggio», dice Franco Dal Dura, responsabile del gruppo “Fiammetta”, «inizierà il corso base di obbedienza, rivolto a tutti i cani. Potrebbe anche essere l’occasione giusta per avvicinarsi al mondo della cinofilia e, perché no, in futuro, iniziare il percorso per diventare unità cinofila da soccorso. Proprio grazie a queste iniziative è possibile dare un futuro al nostro gruppo, sia da un punto di vista economico, ma soprattutto per quanto riguarda i nuovi binomi».

Allo stesso tempo, è giusto ricordare che le “unità cinofile” sono impegnate su più fronti. I conduttori, all’occorrenza, indossano la divisa e lasciano a casa il cane e si mettono in moto per far fronte a diverse emergenze. L’alluvione Vaia e l’emergenza Covid insegnano. Così, i cinofili si trovano spesso a collaborare con le tute fluorescenti di tutta la provincia.

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