Bando da 238 mila euro per il volontariato: torna la coprogettazione

«Non ci saranno limiti di spesa», sottolinea la vicepresidente dell’ente unificato Belluno-Treviso Elisa Corrà, «questo per poter intercettare i bisogni veri delle associazioni»

BELLUNO. Torna la coprogettazione, con i finanziamenti che, tramite il Csv, potranno essere erogati agli enti del terzo settore bellunese. Aperto ieri, il nuovo bando mette sul piatto oltre 238 mila euro da destinare a quattro settori: l’uscita dalla fase del Covid-19; la digitalizzazione; l’occupazione giovanile; il contrasto alla violenza di genere, con un’attenzione però anche ai temi della solitudine, dei disturbi psicologici e delle dipendenze.

«Non ci saranno limiti di spesa», sottolinea la vicepresidente dell’ente unificato Belluno-Treviso Elisa Corrà, «questo per poter intercettare i bisogni veri delle associazioni», scandagliati anche tramite un’indagine che è stata condotta nel corso dello scorso anno. A questo plafond si aggiungono altri 20 mila euro che saranno utilizzati per garantire continuità allo sportello amministrazione di sostegno del Comitato d’Intesa, con la possibilità, ben sottolineata dal direttore Nevio Meneguz, di «andare a reperire ulteriori fondi nel campo profit qualora ci vengano fatte proposte particolarmente accattivanti e innovative».

Il bando è stato pubblicato ieri nel sito del Csv Belluno ed è aperto fino al 15 giugno, termine entro cui le associazioni possono avanzare le loro proposte: il centro metterà a disposizione risorse umane interne, anche per fare incontri laboratoriali sulla coprogettazione, risorse economiche proprie per la copertura di parte delle spese previste (che verranno dunque cofinanziate) e attuerà un percorso di accompagnamento nel corso dei due anni fissati per l’attuazione dei progetti approvati. Le idee raccolte saranno analizzate e selezionate entro la fine di luglio. Saranno premiate le partnership con enti pubblici titolari di politiche di welfare, e con le imprese.

«La scelta di focalizzare questo sforzo economico su Belluno nasce anche per valorizzare il lascito derivante a seguito dell’unificazione con Treviso», spiega Corrà, con la precisazione di Meneguz: «Questi soldi sono il frutto di una gestione oculata effettuata da parte dell’ex Csv bellunese. Per questo è stato deciso, in accordo con Treviso, di destinare i fondi esclusivamente alle realtà della nostra provincia». Il bando si inserisce nel solco di una crisi profonda, che sta modificando la morfologia anche del nostro territorio: «La pandemia ha accresciuto difficoltà e situazioni di marginalità, rendendo più difficile per molte associazioni il reperimento di risorse a sostegno delle loro attività». Non più contributi a pioggia ma erogazioni a sostegno di reti operative, anche per rispondere ai dettami dalla riforma del Terzo settore che «professionalizza le associazioni verso il sistema di welfare chiedendo nuove competenze, dinamismo e una maggiore condivisione di bisogni e competenze».

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