Belluno, con i fondi di Inner Wheel restauro en plein air della tela di Placido Fabris

Partirà a giorni il recupero al museo Fulcis. La presidente Arrigoni: «Cultura, educazione e sociale i settori che sosteniamo»

BELLUNO. Sono le mecenati del sociale e della cultura, dell’arte e dell’architettura locale e internazionale. Grazie a uno sforzo economico di non poco conto, le 29 socie di Inner Wheel Belluno hanno destinato parte dei fondi raccolti soprattutto attraverso i mercatini vintage per regalare al Museo Fulcis il restauro di un’opera di assoluto pregio, che iniziava ad accusare i segni del tempo. Si tratta del ritratto neofiammingo dell’abate Giovanni, detto Germanico Bernardi di Barbarano, dipinto dall’abile mano di Placido Fabris, pittore bellunese nativo di Pieve d’Alpago (1802-1859).

«Avevamo proposto questo intervento già a novembre, ma siccome l’opera è di proprietà della galleria dell’Accademia di Venezia l’iter autorizzativo è stato condizionato da una serie di passaggi rallentati anche dalla pandemia», precisa Anna Gimma Arrigoni, presidente del club, «il mio mandato annuale scadrà a giugno e spero di poter festeggiare questo traguardo in carica».


Grazie al passaggio di ieri in giunta comunale, «l’intervento conservativo partirà nel giro di una settimana, massimo una decina di giorni», precisa l’assessore alla cultura Marco Perale, «verrà eseguito dalla restauratrice Mariangela Mattia assieme a un gruppo di collaboratori en plein air, dunque i visitatori potranno assistervi dal vivo».

L’opera, già esposta nella collezione ottocentesca del palazzo, una volta pronta sarà presentata alla popolazione attraverso un convegno, al quale l’associazione sta lavorando assieme al curatore Carlo Cavalli. «La collaborazione con il Comune è molto bella e va avanti ormai da una quindicina di anni», ricorda Gimma Arrigoni, «per noi è molto importante dare il nostro contributo in ambito culturale, educativo ma anche sociale»: la stanza degli abbracci donata alla casa di riposo Gaggia Lante di Belluno ne è un esempio lampante.

«Dalla riapertura di palazzo Fulcis il club ci ha offerto aiuti importanti», precisa Perale, «ogni anno Mattia controlla le opere d’arte dei nostri fondi per aggiornare l’elenco di quelle ammalorate e che avrebbero bisogno di interventi più incivi, o tempestivi». Il dipinto dell’abate Giovanni era tra questi: «Pagheranno l’intervento integralmente con uno stanziamento che non serve quantificare, perché non è giusto fare i conti in tasca alla generosità».

«Ogni anno il Comune stanzia attorno ai 10 mila euro per contribuire al recupero del patrimonio museale», un impegno concreto a favore, che però non è sufficiente a coprire tutte le spese necessarie.«Inner Wheel fa molto, ma speriamo sempre che si facciano avanti realtà nuove, anche di tipo imprenditoriale, per aiutarci a proteggere e valorizzare tutta la nostra ricchezza». Dopotutto, anche l’arte è un bene comune. —


 

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