Bimba a scuola senza vaccino: era solo un rinvio, genitori assolti

È stata assolta una coppia di Borgo Valbelluna finita a processo con l’accusa di falsa attestazione in seguito a quanto avvenuto in occasione dell’iscrizione della prima figlia alla scuola per l’infanzia

BORGO VALBELLUNA. Non si tratta di genitori no vax e non avevano nessuna intenzione né di dichiarare il falso né di creare un danno. È stata assolta una coppia di Borgo Valbelluna finita a processo con l’accusa di falsa attestazione in seguito a quanto avvenuto in occasione dell’iscrizione della prima figlia alla scuola per l’infanzia.

All’atto dell’iscrizione, i genitori della bambina (difesi dall’avvocato Roberta Resenterra) hanno dichiarato che la piccola era stata sottoposta a tutte le vaccinazioni previste per la sua età e quindi per l’accesso a scuola. In realtà, alle immunizzazioni mancava il vaccino trivalente, quello contro morbillo, parotite e rosolia, che era in calendario di lì a pochi giorni.

La bambina però si è ammalata e, nella data indicata, non ha potuto ricevere il vaccino. Anche al secondo appuntamento la bambina aveva la febbre e poco dopo la mamma è rimasta incinta del secondo figlio, quindi i medici hanno sconsigliato di procedere subito con la vaccinazione della figlia, consigliando di aspettare che la gravidanza superasse il periodo più rischioso.

Nel frattempo, però, la scuola ha scoperto che il vaccino trivalente non era stato fatto, anche perché in quello stesso periodo è esploso il caso dei genitori no vax e anche in provincia le scuole per l’infanzia sono finite sotto la lente d’ingrandimento della procura della Repubblica, che doveva accertare il rispetto della nuova norma che imponeva l’avvenuta vaccinazione come requisito obbligatorio per l’iscrizione a scuola, dando il via a controlli più serrati.

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Posted by Matteo Salvini on Tuesday, May 4, 2021

La scuola, però, ha compreso il problema dei rinvii (per altro piuttosto frequente) e non ha mai espulso la bambina.

Durante al processo davanti al giudice Gianmarco Giua, la difesa ha spiegato le ragioni della coppia che non immaginava di commettere un reato dichiarando come già avvenuta una vaccinazione solo messa in calendario. Il giudice ha deciso per l’assoluzione della coppia perché il fatto non costituisce reato.

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