Scuola chiusa per il patrono. I genitori: «non è quello giusto»

È scattata la protesta per l’inusuale osservanza del Comprensivo di Agordo. Le famiglie lamentano anche il poco tempo avuto per organizzarsi

RIVAMONTE. Gli zainetti di una decina di bambini appesi alla staccionata della sabbionaia e il numero 48. I primi per ricordare che i bambini non possono essere trattati allo stesso modo. Il secondo per sottolineare le ore che le famiglie hanno avuto per organizzarsi di fronte alla notizia che la scuola ieri sarebbe stata chiusa.

È questa la forma della protesta dei genitori scattata ieri mattina davanti alla scuola dell’infanzia di Rivamonte. Alla base del malcontento delle famiglie c’è il ritardo con cui l’Istituto comprensivo di Agordo, da cui dipende il plesso di Rivamonte, ha comunicato loro la decisione di osservare la festa del patrono il 4 maggio, giorno in cui cade la ricorrenza di San Floriano (che in effetti è il patrono), e non, come di consueto, il 13 giugno quando si celebra Sant’Antonio, la festa più sentita dai rivamontesi e anche da tanti fedeli che in quel giorno arrivano da fuori.


In ballo, però, non c’è una contesa tra santi, bensì tra famiglie e scuola da un lato e tra Comune e scuola dall’altro. Già nel 2016-2017 il Consiglio d’istituto del comprensivo di Agordo aveva cercato di spostare la festa del patrono nel calendario scolastico dal 13 giugno al 4 maggio, ma l’amministrazione comunale, allora guidata da Valter Todesco, si era opposta, ricordando che il 13 giugno gli uffici comunali sono chiusi, i dipendenti (compresi gli autisti del pulmino) a casa e, per questo, non si sarebbe potuto svolgere né il servizio di trasporto scolastico, né quello di mensa. Di fronte a tale diniego, la scuola aveva lasciato perdere.

Solo momentaneamente, però.

Domenica sera alle 18.05 Paolo Giovanni Zanin, il dirigente scolastico del comprensivo di Agordo, ha mandato una mail alle famiglie per dire che la delibera regionale del luglio scorso stabilisce che il giorno del patrono è giorno festivo e dunque che martedì 4 maggio, ricorrenza di San Floriano, patrono del paese, le lezioni sarebbero state sospese nelle scuole in Comune di Rivamonte. Comunicazione simile Zanin aveva mandato al Comune il venerdì precedente alle 16.56, quando gli uffici erano chiusi. Motivo per cui la notizia è stata ricevuta solo lunedì mattina.

«Prima di lunedì» spiega il sindaco di Rivamonte, Nino Deon, assieme agli assessori Luca Fadigà e Alessandro Maguolo «nessuno ci aveva mai informato della decisione di spostare la festa del patrono al 4 maggio. Una decisione non presente nel calendario scolastico trasmessoci il 30 luglio 2020. È il 13 giugno il giorno festivo per i lavoratori di questo comune, è quello di Sant’Antonio il giorno in cui il sindaco viene invitato dalla parrocchia a presenziare in maniera ufficiale alle celebrazioni liturgiche. Davvero ci chiediamo a che pro la scuola abbia deciso di cambiare quella che è una consuetudine».

Ma i più arrabbiati di tutti sono i genitori che nel giro di un giorno hanno dovuto organizzarsi per poter gestire i propri figli nella giornata di ieri. «Perché non ce l’hanno comunicato prima?» si chiede una mamma a nome di quasi tutti i genitori «perché mettere le famiglie in queste condizioni in un momento di certo non semplice? Anche la maestra era arrabbiata perché non ne sapeva niente. Abbiamo chiamato il preside che si è detto stupito del nostro stupore per il fatto che il patrono fosse San Floriano».

Una lezione che, secondo il parroco don Fabiano Del Favero, è monca. «Il patrono è San Floriano» dice «la chiesa è dedicata ai santi Floriano, Sisto e Antonio, ma la consuetudine religiosa e la devozione popolare sono orientate verso Sant’Antonio». —

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