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Insulti omofobi, poi aggredisce un gay: donna a processo per lesioni

I due erano nello stesso locale con gli amici, ma non si erano mai visti prima. Dopo la violenza verbale la 52enne ha colpito il giovane al volto con un bicchiere

PONTE NELLE ALPI. Una serata di insulti omofobi sempre più incalzanti sfociati in un’aggressione fisica che ha suscitato lo sdegno di tutti i presenti. Si è aperto ieri il processo a carico di una donna di quasi 52 anni, Tamara Maraga, accusata di lesioni aggravate anche dall’omofobia nei confronti di un giovane. Era la vigilia della Befana del 2018 e in un locale di Ponte nelle Alpi si teneva una dj set che aveva richiamato diverse persone. L’imputata era presente con un gruppo di amici e la parte offesa stava passando la serata con due amiche. I due non si erano mai visti e pochi conoscevano la donna che, pur essendo originaria della zona, si è trasferita da tempo.

Ieri mattina, in tribunale, il primo chiamato a raccontare quanto successo è stato il giovane, che si è costituito parte civile assistito dall’avvocato Alberto Fascina. Era quasi l’una di notte quando la donna, senza alcun motivo ma visibilmente alterata, ha attaccato briga con il giovane chiedendogli “ma tu sei frocio?”. Lui, stupito dal comportamento della sconosciuta, le ha risposto “sì, ma a te cosa interessa?”.

Da quel momento in poi la donna non si è più fermata inveendo con frasi tipo “frocio di merda” e “you are a fucking gay”, avvicinandosi sempre di più al ragazzo, mentre gli amici di lei la trattenevano per evitare che l’aggressione diventasse anche fisica. La musica non era ad alto volume e tutti i presenti nel locale, che non è molto grande, hanno iniziato a sentire quegli insulti e a capire che stava succedendo qualcosa di sgradevole. Il ragazzo ha rovesciato della birra che teneva in mano bagnando la donna, che a quel punto gli ha lanciato addosso un bicchiere colpendolo in pieno viso.

Ieri hanno testimoniato anche diversi avventori presenti quella sera. Tutti hanno riconosciuto l’imputata tra le foto mostrate del pm come la responsabile dell’aggressione, prima verbale e poi fisica, e tutti hanno raccontato del disagio provato nei confronti di quella donna che sembrava incontenibile anche dai suoi amici, che pure hanno tentato di evitare che degenerasse.

Secondo il racconto dei testimoni, dopo il primo scambio di parole, il ragazzo ha cercato di allontanarsi dalla donna che però ha continuato ad avvicinarsi e ad insultarlo con frasi omofobe. Alcuni hanno visto il lancio del bicchiere in faccia al ragazzo, altri si sono girati subito dopo, vedendo il giovane con le mani sul viso insanguinato e i cocci per terra. Il giovane è stato poi accompagnato in pronto soccorso per essere medicato, con una prognosi di 5 giorni, ma anche un forte stato di shock. «Non mi sono mai sentito tanto umiliato», ha affermato il ragazzo e a suo tempo il fatto fu ripostato sui social dal deputato Alessandro Zan, autore del Ddl contro l’omotransfobia di cui si discute in queste settimane.

Il processo proseguirà il 7 dicembre per ascoltare l’imputata e i testimoni della difesa.

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