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Nemella direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco

Ha 46 anni, è ladina della Val di Fassa: «Ci sono problematiche trasversali tra le varie valli. Il mio compito sarà ascoltare le anime delle comunità, in tutte le sue componenti» 

BELLUNO. «Ascoltare»: è questa la parola d’ordine che si è data Mara Nemella. È lei la nuova direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, che va a sostituire Marcella Morandini. Arriva dalla Val di Fassa. È ladina.

«Ascoltare le comunità, in tutte le loro componenti, è d’obbligo soprattutto in un momenti come questo, di possibili cambiamenti dopo la pandemia nel rapporto tra l’uomo e l’ambiente, la natura», prosegue. «Ascoltare sia chi li rappresenta istituzionalmente ma anche le loro espressioni sociali, quindi pure ambientaliste, e culturali».


È’ doveroso, secondo Nemela, in una realtà di cinque province abitate da genti con lingue, tradizioni, culture diverse. «È anche vero, tuttavia, che tra genti di montagna ci si capisce di più e meglio: dalle grandi Dolomiti alle piccole, abbiamo molte problematiche comuni».

Di più, per il momento, Nemela non vuol dire, aspettando di prendere servizio. Su e giù, ogni giorno, dalla Val di Fassa, a Cortina, attraverso il Pordoi ed il Falzarego, Classe 1975, Mara Nemela è nata a Bolzano e vive a Canazei, in Val di Fassa. Si è laureata in Ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università di Trento nel 2001. Dipendente della Provincia autonoma di Trento, il suo attuale incarico è quello di responsabile dei Servizi tecnici e urbanistici del Comun General de Fascia. Dal 2012 è membro della Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio. Ha contribuito a costituire la Rete di Riserve della Val di Fassa, ente gestore del patrimonio mondiale Dolomiti Unesco della parte trentina della Marmolada e del Catinaccio.

Il presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Mario Tonina, si dice certo che «la professionalità della dottoressa Nemela potrà garantire continuità al grande lavoro di sinergia fin qui svolto dai territori che condividono il Bene Unesco».

«I profili professionali che abbiamo preso in esame si sono rivelati tutti di alto livello e la scelta di Nemela è dovuta sicuramente alla competenza, all’esperienza nel campo della gestione territoriale e alla capacità di fare rete. Alla neo direttrice un augurio sincero di buon lavoro: le sfide per la gestione sinergica del Patrimonio Mondiale sono complesse e sappiamo che la nuova direttrice potrà contare sulla collaborazione di una squadra impegnata, motivata, competente e professionale nel solco del percorso tracciato dalla dott.ssa Morandini. Saper interagire con le diverse reti, che a vari livelli si occupano di gestire, comunicare e conservare il patrimonio mondiale, sarà un fattore determinante per continuare a essere un modello di gestione apprezzato e studiato a livello internazionale».

Al bando di selezione, pubblicato in seguito alle dimissioni della direttirce Morandini, che aveva diretto la Fondazione per sette anni, hanno partecipato più di 40 candidati da tutta Italia e dall’estero, in particolare da tutto l’arco alpino, a riprova del riconoscimento del ruolo della Fondazione a livello internazionale. La riunione del cda che ha portato alla nomina di Nemela, si è svolta nella sede della Provincia a Palazzo Piloni: erano presenti il presidente Tonina (assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, con funzioni di Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento), il vicepresidente Graziano Pizzimenti (assessore alle infrastrutture e territorio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) e i consiglieri Federico Caner (assessore ai Fondi UE, turismo, agricoltura e commercio estero della Regione del Veneto), Roberto Padrin (presidente della Provincia di Belluno), Maria Magdalena Hochgruber Kuenzer (assessore all’urbanistica e tutela del paesaggio, beni culturali della Provincia autonoma di Bolzano), Andrea Carli (Presidente dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane) e Francesco Brollo (Presidente dell’UTI della Carnia). —


 

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