Contenuto riservato agli abbonati

«Piantate alberi per Ferruccio», gli amici ricordano l’alpinista

Ad un mese dall’incidente in montagna, mobilitazione nel segno della natura. Un larice già messo a dimora lungo la Cavallera. «Amava quelli monumentali»

DOMEGGE. Un larice dedicato a Ferruccio Svaluto Moreolo, scomparso l’8 aprile scorso in un incidente di montagna a 62 anni. Lui che a quella stessa montagna aveva dedicato tutta la sua vita.


L’iniziativa porta la firma di Roberto Menardi, di Cortina, amico fraterno di Ferruccio che in suo ricordo ha deciso di piantare un larice su un terreno di proprietà situato lungo la Cavallera, antica strada che collega Perarolo al Centro Cadore.

«Ferruccio amava tantissimo gli alberi», racconta Francesco Svaluto Moreolo, fratello di Ferruccio e anch’egli amico fraterno di Roberto Menardi, «la sua passione era quella di girare per i boschi alla ricerca di schianti da impiegare nelle sue sculture. L’iniziativa dell’amico Roberto meritava di essere raccontata perché in tanti hanno voluto bene a Ferruccio. Dal giorno della sua morte i messaggi di cordoglio e vicinanza proseguono senza un attimo di sosta. Siamo stati letteralmente travolti dall’affetto della comunità cadorina. L’invito è quello di seguire l’iniziativa di Roberto Menardi e piantare nuovi alberi. Ogni albero aiuterà a ricordare Ferruccio».

Francesco Svaluto Moreolo, nel ringraziare Roberto Menardi per l’iniziativa, ha raccontato alcuni dettagli della vita privata di Ferruccio: «Abbiamo iniziato ad arrampicare insieme ed abbiamo condiviso anche la passione per gli alberi. Poi il suo percorso è cresciuto vertiginosamente perché Ferruccio era un predestinato. Le vicende della vita, soprattutto negli ultimi tempi, ci hanno permesso di trascorrere molto tempo insieme. È stata l’occasione per riportare alla mente quella grande passione, mista ad ammirazione, per gli alberi monumentali. Raccontava spesso dei suoi incontri nei boschi durante le escursioni. Ferruccio davvero era amato da tantissime persone, era una figura alpinistica di riferimento per tanti e le sue attività erano conosciute da tutti».

Francesco Svaluto Moreolo, a proposito di racconti, ha riportato alla memoria una vicenda del passato che aveva colpito profondamente i due fratelli. «Nelle vicinanze della nostra abitazione», riferisce Francesco, «venne tagliato un faggio secolare per favorire la realizzazione di una strada. Quel faggio aveva trecento anni. Ripensare a quel taglio ogni volta era una ferita aperta che generava commozione in Ferruccio. Piantare un nuovo albero nel suo ricordo aiuterà probabilmente anche ad alleviare quel brutto ricordo». —

Video del giorno

Eraclea, spiaggia piena, eliambulanza costretta a calare il verricello, ma il paziente muore

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi