Ristori per il turismo invernale: nel Bellunese i primi 63 milioni

La filiera bianca potrà attingere a un fondo da 20 milioni, 40 agli impiantisti, 3 ai maestri di sci

BELLUNO. Quanti ristori sono attesi in provincia di Belluno grazie a quelli già definiti? Fra i 70 e gli 80 milioni. Circa 25 milioni sono stati assegnati al Veneto dalla ripartizione del Fondo dei 230 milioni destinati a tutte le partite Iva della filiera del turismo invernale (ristoratori, rifugisti, noleggiatori, fornitori e tutte le attività correlate. Almeno 20, forse 23 quindi, sono già sicuri per le Dolomiti. La ripartizione puntuale dipende dalle Regioni; gli operatori li aspettano entro la fine del mese.

Ci sono poi i 40 milioni per i maestri di sci, approvati ieri in Commissione al Senato (prossimamente alla Camera). Probabilmente 5 milioni per i 2 mila maestri del Veneto, almeno 3 milioni di questi in Provincia. Gli impiantisti (funivie, seggiovie, telecabine) hanno la certezza di ricevere 430 milioni. Così ha deciso ieri palazzo Madama; non sarà diversa la scelta della Camera. La ripartizione non sarà regionale, ma sulla base delle richieste di ciascuna società. Si ritiene comunque che in provincia dovrebbero approdare almeno 40 milioni. La distribuzione per gli sciatori è attesa dalla Regione entro maggio, non arriverà prima di giugno quella per le società di trasporto sciistico, direttamente da Roma. Queste risorse stanno in capo al primo Decreto Ristori.


Con il secondo Decreto arriveranno altri fondi, tra i quali 100 milioni di euro per le imprese turistiche dell’inverno, con le Regioni a distribuirli. A Belluno potrebbero arrivare 10 milioni (ad estate inoltrato). «Gli indennizzi previsti dal decreto Sostegni per gli impianti, i maestri di sci e le loro scuole e gli operatori turistici siano erogati immediatamente» ha sollecitato ieri il parlamentare del Pd, Roger De Menech, dopo il voto al Senato.

«Noi ci impegniamo a non modificare il testo alla Camera», assicura De Menech, «così da velocizzare l’iter. In ogni caso, visto che saranno le Regioni, a stabilire modi e tempi di erogazione dei fondi è necessario che gli enti si organizzino perché i soldi arrivino nei conti correnti dei beneficiari nel più breve tempo possibile. È importante poi che i criteri riconoscano l’importanza turistica dell’intera montagna veneta con tutti i suoi comuni».

Il senatore e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, sindaco di Calalzo, lamenta che «il testo finale è ancora troppo sbilanciato a favore del Trentino Alto Adige, ma già dal prossimo decreto faremo battaglia perché ci siano più risorse, soprattutto per il Veneto». Sui 700 milioni che costituiscono il fondo, al Veneto andranno poco meno di 25 milioni di euro, contro il doppio destinato alla Provincia di Trento (50,6 milioni) e i 64,4 milioni della Provincia di Bolzano: «Non è quello che avremmo voluto – protesta De Carlo - perché avremmo voluto estendere i sostegni anche alle aree sciistiche oltre che ai comprensori, ma soprattutto perché ci sono ancora troppe risorse per le realtà autonome». De Carlo ha chiesto il raddoppio dei 100 milioni per gli operatori del turismo invernale. —


© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Video del giorno

Euro2020, il paradosso di Italia-Galles: agli azzurri può convenire una sconfitta

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi