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Girato sul Grappa e a Mas di Sedico l’ultimo video di Ligabue

Nella troupe il giovane videomaker di Pedavena, Michele Cesarini. Le riprese di “Essere umano” sono state eseguite nel mese di aprile 

FELTRE. Nell’Essere Umano di Ligabue, la sua ultima canzone, c’è anche un’anima feltrina, insieme a un pezzo del territorio. L’ultimo singolo del Liga, estratto dall’album “7”, è accompagnato da un video girato in parte sul Monte Grappa e realizzato dallo studio Kore Visuals, che ha sede a Padova e di cui fa parte un giovane di Pedavena, Michele Cesarini. Studente di scienze motorie all’università, 23 anni, con la passione del videomaking che l’ha portato dentro il mondo del rocker di Correggio insieme agli amici e colleghi del padovano Constantin “Kore” Bolohan e Teo Balocco, con la collaborazione di Nicola Unizzi.
Quattro ragazzi affiancati dal fotografo Luciano Tomasin con il suo studio, che il video lo ha prodotto. «Constantin, attraverso dei rapporti nati in occasione di precedenti video musicali, è entrato in contatto con il manager di Ligabue e ci è stato proposto di creare un video di prova da mandargli per capire se avessimo potuto lavorare insieme», dice Michele Cesarini. La prova è andata bene, così lo studio Kore Visuals ha iniziato a progettare la storia del video di Essere Umano e selezionare le location dove andare a girarlo. «Siamo stati sul Grappa, ma anche a Mas di Sedico dove ci sono le pareti di roccia per l’arrampicata, alle cascate di Riva in Alto Adige e a Verona in uno studio con delle attrezzature particolari che ci servivano per fare delle riprese proprio con Ligabue. L’abbiamo incontrato e con lui abbiamo lavorato due-tre ore. È una persona molto alla mano», racconta il giovane pedavenese, che ha partecipato come comparsa e si è occupato del backstage.
«Soprattutto quando si tratta di lavori di una certa responsabilità magari la pressione si fa sentire, ma tutti sono stati professionali, con una bella collaborazione e le riprese sono venute bene». Il video è stato girato nella prima metà di aprile ed è uscito venerdì 23. Il simbolo caratteristico è un cerchio nero sulla schiena di tutti i personaggi, che è grande sul personaggio più piccolo e via via che questo personaggio cresce, il cerchio si rimpicciolisce. «Il significato è che quando siamo piccoli abbiamo un vuoto da colmare e che viene riempito attraverso le esperienze», spiega Michele Cesarini. «Quello che avevamo percepito dalla canzone è il fatto che parli della vita e del fatto che ci possano essere sia esperienze positive che negative, ma che comunque si continua ad andare avanti».

Vederlo pubblicato online «è stato un bel traguardo. Sono contento per il team, perché nessuno fa le cose da solo», commenta il pedavenese. «La soddisfazione più grande è stato il feedback che abbiamo ricevuto dalle persone. Ci hanno trasmesso tanta energia positiva, abbiamo ricevuto molti complimenti e grande supporto. E’ stato veramente bello. Sarà anche un po’ per la storia del Covid che ha troncato le relazioni, ma è stato strano avere così tante interazioni con così tante persone in così poco tempo in seguito all’uscita del video. Strano, ma veramente una bella sensazione». —
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