«L’amore è un’altra cosa»: gli studenti contro la violenza di genere

Le opere dei ragazzi dell’istituto Catullo pubblicate in un volume con questura e Fidapa: «L’ambiente in cui viviamo ha sempre bisogno di essere migliorato» 

BELLUNO. Franca Rame ne dice quattro a Oscar Wilde, Fabiola Giannetti ridicolizza uno come Charles Baudelaire, Samantha Cristoforetti azzera le parole di Renato Brunetta. Non bisogna essere un Adolf Hitler per pronunciare frasi misogene in ogni epoca: il parterre è ricco anche di poeti e scrittori oltre che di presidenti, come Trump. A proposito, all’“America first” replica una candida Lucia Annibali, al grande dittatore, invece, una scientifica Merkel.
C’è un gran lavoro di studio dietro le opere degli studenti del Catullo che hanno partecipato al progetto contro la violenza di genere e sulle donne, portato avanti da Polizia di stato e Questura con la Fidapa. I ragazzi hanno alzato il telo sulla violenza e concluso il progetto aperto con una mostra l’anno scorso, pubblicando “L’amore è un’altra cosa”: elaborati e opere realizzate dai ragazzi sono diventati una pubblicazione, testimonianza di evoluzione sociale.
Sono alcune figure femminili a smentire frasi sessiste di illustri personaggi, a smontare stereotipi che ancora oggi ci accompagnano: come quelli dell’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone, a cui sono contrapposte le parole della costituzionalista Cartabia, oggi ministro della Giustizia.

“L’amore è un’altra cosa” è un “ricco” libricino stampato in 500 copie, a disposizione di tutti e che offre spunti di contrasto, in una cultura che fa passi di gambero in tema donne e parità di genere. «L’ambiente in cui viviamo ha sempre bisogno di essere migliorato», spiegano non a caso due studentesse del Catullo, «anche oggi che alcuni diritti sono acquisiti, sentiamo il bisogno di mettere da parte certi stereotipi. Perchè anche oggi nelle famiglie i genitori tendono a non far fare ai maschi le faccende domestiche, per esempio».
«È una storia prepandemica», ha spiegato alla presentazione dell’opera la questora Lilia Fredella (con i dirigente dell’anticrimine Dell’Arte), «portata avanti da Questura e Catullo l’anno scorso: era importante realizzare opere che rappresentassero il pensiero dei ragazzi su un tema come la violenza di genere e sulle donne. Ci eravamo organizzati in tre step, ma la pandemia ci ha bloccati dopo l’inaugurazione della mostra nel chiostro della scuola. Ora siamo riusciti a riprendere le fila del discorso, grazie alla Fidapa che ci ha affiancati. La pubblicazione delle opere dei ragazzi ne è la dimostrazione».
Gli indirizzi arti figurative e multimediale si sono messi all’opera, «ma di fatto hanno partecipato un po’ tutte le componenti dell’istituto» spiega il dirigente Mauro De Lazzer , ieri presente con il prof Alessandro Chiericato e le studentesse Benedetta Bondi e Gaia Zanon. Ne è uscita una didattica multidisciplinare che ha trovato sponda anche nell’educazione civica per i fondamenti normativi. «Abbiamo usato frasi di figure femminili conosciute a confronto con frasi di uomini che non valorizzano le donne», spiegano le studentesse.
«Ma restano zone d’ombra», spiega Tiziana Martire, presidente Fidapa. «Devo dire che nel Bellunese l’approccio è più positivo che altrove. La polizia sta facendo un gran lavoro e l’obiettivo è far emergere il fenomeno sostenendo le donne, promuovendo una evoluzione culturale, facendo capire che parlare si può».
“L’amore è un’altra cosa” sarà a settembre ad Auronzo con Dolomitike, si cercherà di coinvolgere Scuole in rete per diffonderlo e comunque chiunque può chiederci il libretto, spiega anche Francesca Bianchi. —


 

Video del giorno

Euro2020, il paradosso di Italia-Galles: agli azzurri può convenire una sconfitta

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi