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Abbindolata al telefono, si ritrova cliente di un gestore fantasma

A cadere nella trappola una donna di Livinallongo che gestisce il piccolo negozio di alimentari e l’annesso bar nella frazione di Andraz

LIVINALLONGO. «Buongiorno, abbiamo visto che la sua bolletta telefonica è troppo alta». E scatta la truffa del cambio di gestore indesiderato. La tecnica è sempre quella. Squilla il telefono, solitamente quello di persone anziane, e dall’altra parte della cornetta c’è un voce che, spacciandosi per l’operatore di una compagnia telefonica dal nome che ricorda quella a cui è abbonato l’ignaro utente, propone un’offerta a suo dire più vantaggiosa. Una volta ottenuto il codice di migrazione, scatta il cambio di gestore con una compagnia pressoché sconosciuta.

In trappola un’esercente


A cadere nella trappola questa volta è stata una signora di Livinallongo, Margherita Casaril, che gestisce il piccolo negozio di alimentari e l’annesso bar nella frazione di Andraz. Margherita si è già rivolta ad un avvocato ed ai carabinieri; ma, nonostante le ripetute lettere e telefonate di disdetta, inviate per conoscenza anche alla Telecom, dopo un mese si è ritrovata comunque “cliente” del nuovo gestore. Ma, soprattutto, e quello che è peggio, senza collegamento ad internet, essenziale per la sua attività.

Il racconto

«Ai primi di aprile», racconta Margherita, « ricevo la telefonata da un operatore che dice di chiamare per una fantomatica “Blu Telecom”. Io sono abbonata Telecom; dopo che questa voce mi ha detto che pago una bolletta troppo alta per la mia utenza domestica, mi sono lasciata convincere a fornire tutti i miei dati, compreso ovviamente il codice di migrazione. La stessa voce mi dice anche che bisognerà installare un router più moderno». Il giorno dopo però a Margherita comincia a sorgere qualche dubbio su quella strana telefonata e decide di vederci più chiaro. «Per fortuna avevo qui mio fratello che mi aiutava con l’attività, visto che quest’inverno sono stata operata ad una spalla, e lui è più pratico di me con il computer». Bastano poche ricerche su internet per scoprire che non esiste nessuna “Blu Telecom”. Ma i numeri di telefono che, provvidenzialmente, la signora Margherita era riuscita a farsi dare dall’operatore telefonico risultano intestati alla “Cloud Italia” con sede in via Calamandrana ad Arezzo. Avuta la certezza di essere stata vittima di una evidente truffa, la donna invia immediatamente una lettera per avvalersi della facoltà di recesso, visto che rientrava nei 14 giorni previsti dalla legge. «Per essere ancora più sicura», continua, « ho telefonato anche alla Telecom, spiegando quanto accaduto e chiedendo se potevano cambiarmi l’operatore senza il loro consenso. Cosa che mi è stata sempre confermata anche le altre due o tre volte che ho richiamato». Verso la fine di aprile mese alla signora Margherita viene recapitato un pacco. «Ma non erano le creme che aspettavo. Non sapendo cosa conteneva, non lo volevo. Ma il corriere si rifiutava di riprenderlo, così lo abbiamo aperto e ho scoperto che si trattava del router. Su consiglio dei carabinieri l’ho rispedito, ma dopo pochi giorni mi è ritornato. E l’ho nuovamente rispedito al mittente senza neanche aprirlo. Il 28 aprile mi accorgo che mi è stata staccata la linea internet ed ora, come mi hanno confermato gli operatori Telecom, mi ritrovo abbonata ad una compagnia che non volevo».

L’appoggio legale

La signora Margherita si è rivolta ovviamente ad una avvocato, ma senza la linea internet non riesce ad inviare all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi per il negozio e ora rischia persino una sanzione. «Sono arrabbiata anche con la Telecom», conclude, «perché mi hanno sempre assicurato che non rischiavo il cambio di gestore. Ma io andrò avanti per le vie legali. Non è giusto sempre tacere. Anche perché mi risulta che qui intorno non sono stata l’unica a subire questa truffa». —



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